mercoledì, aprile 11, 2007

Io sto con Israele


E' importante esporsi di tanto in tanto. Ed io, con questo post, lo faccio. Sto con Israele.
Una nazione piccolissima nel bel mezzo dell'immensa area dei Paesi dell'Islam, suoi nemici da sempre.
Una nazione accusata di essere la tetra organizzatrice della globalizzazione mondiale. Ciò la rende odiosa agli occhi degli estremisti islamici e di sinistra di tutto il mondo.
Un popolo sterminato dal nazismo e accusato di condividerne i metodi e le ideologie. Un popolo accusato di aver inventato la tragedia dell'Olocausto per ricattare economicamente e moralmente il mondo.
Un popolo favorevole alla soluzione 2 popoli e 2 stati che è stata sempre rigettata dai palestinesi, che così avrebbero dovuto ammettere il diritto di Israele ad esistere.
Uno stato costretto a difendersi da sempre per sopravvivere.
Uno stato costretto a sentire le scempiaggini da parte di un folle che dichiara di volerlo distruggere. Il pazzo è seguito da moltissimi imam ed esponenti del fondamentalismo dell'Islam, e si rifà ad una lunga tradizione, che si richiama a sua volta all'idea che il mondo debba essere senza ebrei per essere migliore.
Un popolo perennemente tormentato. Un popolo preoccupato per l'Europa e la sua deriva di genuflessione verso l'invasione islamica.
Da questo blog non si vuole fare un analisi politica. Non si vuole giustificare nessuno, nè assolvere da eventuali errori. Non si dichiara la superiorità di nessuno su nessun altro.
Si esprime solo una posizione. Che è quella di auspicare 2 stati per 2 popoli. Ma che è anche in difesa degli Ebrei, del loro diritto di vivere in pace, della loro dignità.
Prendendo spunto da una conferenza che ho avuto modo di ascoltare, sto facendo delle ricerche il cui sunto verrà da me pubblicato per intavolare con voi, gentilissimi amici e lettori, una discussione.
Si tratta di parlare civilmente di Bibbia, profezie, veridicità e quant'altro. Se nel frattempo volete esporre le vostri opinioni, pur avendo io solo accennato al discorso, fate pure. Verranno utilizzate per arrivare ad una conclusione.
Shalom

23 commenti:

duhangst ha detto...

Io non sto con Israele, ma neanche con i Palestinesi, io sto con il buon senso, quel buon senso che per adesso manca da tutte e due le parti, quel buonsenso che quando stava per nascere e stato stroncato da un estremista israeliano uccidendo il suo primo ministro, quel buonsenso che manca quando un popolo vota per il prorio parlamento una falange armata o manda una nonna o una mamma a farsi saltare in aria.. Io sono per la pace, quella pace da tutte due le parti chiesta, ma quella pace da tutte e due le parti evitata..

camelot destra ideale ha detto...

Bravo Van...scelta che condivido...

Van der Blogger ha detto...

Duhangst, è pur vero che i signori palestinesi se ne sono sempre infischiati dei rifugiati, che il muro fatto da Israele a qualcosa serve. E' pur vero che quando ad Israele si diede come territorio il 75% di deserto e le zone fertili erano ai palestinesi, furono proprio questi ultimi a non stare ai patti pur di non riconscere il diritto di Israele ad esistere. Anche io sono per la pace, ma sto imparando che in questo sporco mondo è solo un utopia. Allora preferisco guardare (per quel che mi è concesso) in faccia la realtà e stare dalla parte di chi è meno peggio...

Camelot, lo sospettavo :-D

Massimo ha detto...

Anch'io sto con Israele, avamposto della Civiltà in un territorio circondato da nemici (non solo di Israele).
Onore a chi è riuscito, senza piangersi addosso, a costruire, rendere fertile il deserto e difendersi dagli attacchi di chi voleva fare terra bruciata.
Non sono poi convinto che Rabin sarebbe riuscito a concludere una pace vera con Arafat che non l'ha mai voluta, perchè la pace avrebbe significato la fine del suo ruolo di padrone dei palestinesi.

EbonIvory ha detto...

io sto così e così, diciamo che mi stanno antipatici, è più semplice

Anonimo ha detto...

non verrà pace dagli uomini, mettiamocelo in testa...
pace, pace, pace..non è nella natura umana.
non ci sarà vera pace in palestina fino a quando gli ebrei non diranno
Baruch ha a b'scem adonai (benedetto colui che viene nel nome del signore).
L'unico modo per portare pace tra ebrei e resto del mondo è riconoscere yeshua ha mashia (Gesù il messia), è lui che di due popoli ne ha formato uno.

ottho

FulviaLeopardi ha detto...

mi astengo perché non sono ferrata in materia israele vs palestina :)
d'istinto e per quel poco che so concordo con te, però c'è da dire che nessuna delle due parti in causa è uno stinco di santo...

SunOfYork ha detto...

"io, con questo post, lo faccio. Sto con Israele. Una nazione piccolissima nel bel mezzo dell'immensa area dei Paesi dell'Islam, suoi nemici da sempre".

Una nazione piccolissima con alle spalle l'appoggio di una nazione di dimensioni TITANICHE.
Con tutto il rispetto per la religione e la cultura ebraica (che veramente mi affascina più di ogni altra) ma quanto senso di colpa occidentale si cela dietro la strenua difesa di Israele?
(periodo di prese di posizione questo eh! :-)

Oby ha detto...

Peccato che per fare una croce ci vogliano due bastoni e nessuno sia privo di colpe. Generalizzare é tanto facile quanto sbagliato, e per quanto mi piacerebbe stare dalla parte della pace, realizzo che é una parte che non esiste. Meglio restare dalla propria parte prima che l'appoggio dato a qualcuno venga frainteso.

Fiorellino ha detto...

a me sembra che in questo post tu non abbia considerato molte cose.. per esempio il fatto che da quelle terre, gli ebrei se ne erano andati da molto tempo. per esempio il fatto che un giorno, di punto in bianco, sono tornati e hanno detto questo è mio. non è mio? allora è a mezzo.

Ma per quale motivo, dico io? Sai perfettamente che non sono di sinistra, ma non ce la faccio a prendere una posizione così ferma in una faccenda così delicata. E' come se gli albanesi (senza offesa, è per fare un esempio) venissero in italia e dicessero che, siccome sono stati sterminati nella guerra, l'italia va divisa in due, di cui una parte è albania..
I motivi per cui questo conflitto oggi va avanti sono assurdi ed è innegabile che vista da un punto di vista moderno, sia normale per noi di destra dare la ragione agli israeliani. Ma se tu vai indietro nel tempo, temo che questo non sia proprio possibile. Ioltre dovremmo considerare anche tutte le leggi a favore degli israeliani e a sfavore dei palestinesi fatte dagli inglesi. Ma dimmi la verità, potresti mai (mettendoti nei panni di un palestinese) accettare simili soprusi? solo perché vengono da paesi più modernizzati?

(poi torno normale, eh, non mi ci rimetto più a discorrere di politica o cose del genere, lo odio ^_^)

maelstrom ha detto...

Israele ha avuto l'unico merito di essere militarmente molto, molto potente. Anche grazie ai potenti aiuti che riceve.

Ma comunque: secondo me lo stato di Israele ci deve essere, ma non so dove lo metterei.

Se si tratta di un prodotto dell'Olocausto, allora forse dovevano farlo in Germania...

eheh

ElfenLied ha detto...

Io non sto da nessuna delle due parti. Non sto con Israele perchè, pur constatando che ne hanno passate veramente tante, sono stati LORO a decidere di andare a incastrarsi tra le nazioni "sue nemiche da sempre", ma non sto neppure da chi parla della Shoa come l'invenzione di un narratore fantasioso. Neppure negare il passato è giusto. La neutralità spesso è vista come codardia o semplicemente come disinteressamento.

Io nella mia neutralità vedo semplicemente la voglia di schierarsi a favore della pace. Anche se adesso sembra un'utopia.

"Occhio per occhio renderà il mondo cieco" Disse Gandhi, e io sono daccordo con lui.

Carmelo ha detto...

...?
Avevo postato un commento ma si deve essere disperso...
Comunque, riassumo:
Ritengo che Israele sia uno stato nei cui panni non vorrei trovarmi.
Costretto a difendersi, ma spesso ricorso ad eccessi di difesa dolorosi.
Accerchiato e odiato, forte che fa valere la propria forza.
Non proprio uno "stinco di santo", ma nemmeno condannabile...

Anonimo ha detto...

Anche se non ne avevi intenzione, di politica hai parlato. E' una questione che per forza di cose tocca la politica.
Nonostante il tuo post ti voglio bene lo stesso van.
baci - pau

Van der Blogger ha detto...

Non ne ho ricordi diretti Massimo, ma mi risulta che Arafat abbia rigiutato di essere primo Ministro nel governo GIordano che re Hussein negli anni 70 si era offerto di formare per far cessare lo Stato nello Stato che Arafat stesso con l'OLP aveva formato...

Si EbonIvory, aspevo già... ma perchè ti stanno antipatici?

Ottho, hai anticipato ciò di cui parlavo alla fine in parte... ma spiegaci meglio in che modo l'aspetto religioso si fonda con quello politico... grazie ;-)

Certamente se per stinco di santo intendiamo chi rifiuta l'uso della violenza a tutti i costi, nessuno lo è cara Fulvia.

SunofYork,se una comunità non provasse vergogna e senso di colpa per avere sterminato un popolo non potrebbe dirsi moderna e democratica; comunque la Gran Bretagna già prima della Shoa aveva concesso il mandato per organizzare un focolare nazionale per gli ebrei in Israele. Poi tutta la politica estera è fatta di alleanze. Israele è giusto abbia le proprie, così come tutti gli stati che la circondano sono coalizzati fra loro. (Non dimentichiamo l'Iran che finanzia hezbollah e hamas, per dirne una).

Oby, nessuno credo sia in vena di generalizzazioni nè di affermare che una parte o l'altra sia esente da colpe. Si tratta di prendere una posiozione se lo si desidera, come nel mio caso. Se tu preferisci non farlo, ti rispetto. Comunque credo che parlando chiaramente e esercitando i distinguo del caso, si dovrebbe sgomberare il campo da ogni fraintendimento.

Fiorellino dire che se ne sono andati mi pare una cosa riduttiva e fuorviante. Se vado a cercare il lavoro in Germania puoi dire che me ne sono andato dall'Italia. Ma se mi espellono dall'Italia o vengo venduto come schiavo agli australiani, non si può certo dire che io me ne sia andato. Nel frattempo la presenza di comunità ebraiche nei paesi mediorientali era non indifferente pure in Israele era rimasta una minoranza. Pertanto non mi sebra proprio illegittimo chiedere di avere il proprio stato. (E non nella pampa argentina o in Kenya). Comunque i toni qua sono sempre pacati, tranquilla :-D

Maelstrom, la diaspora è iniziata un bel pò prima della Shoa. Israele è la patria legittima degli ebrei, a mio avviso...

Elfenlied, Gandhi aveva ragione anche perchè molto prima di lui Gesù predicò in questo senso... Il discorso però qui è più semplice. Israele è d'accordo ad avere 2 stati autonomi, i palestinesi no. Se si arrivasse a quella soluzione, si avrebbe la pace nella zone, ma siccome gli arabi (non tutti, come dimostra il sito www.amislam.com) anno il sogno di vedere un mondo senza ebrei e senza Israele non vi si arriverà mai.

Carmelo, mi dispiace per il tuo commento mi sa che s'è perso perchè non l'ho visto proprio. Per il resto condivido la tua posizione in visione però di tutto quello che ho scritto sopra ;-D

Van der Blogger ha detto...

Anche io te ne voglio Pau... potresti chiarire la tua posizione? Grazie, Dio ti benedica...

Monica ha detto...

Io non sto coi pacifisti.

Questo è certo.

Credo anche che sia tempo che Israele entri nella Nato, sarebbe un grande passo per la lotta al terrorismo e al fondamentalismo islamico.

Ciao Van!

Salo ha detto...

Ciao Van!
Ovviamente anch'io sto con Israele, una nazione che deve combattere ogni giorno per sopravvivere.

Recentemente Fiamma Nirenstein ha scritto un libro dal titolo significativo: "ISRAELE SIAMO NOI". Infatti Israele è il primo fronte della battaglia al terrorismo islamico.
Qualche settimana fa ho ascoltato, a Roma, un'interessante conferenza della Fondazione Magna Carta, il cui ospite d'onore era l'ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite: Dore Gold. Egli, con un'analisi più storica che politica, ha dimostrato come ad ogni sforzo di Israele verso la pace, ad ogni sua concessione, sia seguita non una risposta altrettanto conciliante dei palestinesi, ma anzi addirittura una ripresa più forte del terrorismo, che vede i "doni" territoriali di Israele come segni di debolezza da sfruttare a suon di bombe. Inoltre Gold ha dimostrato come il fondamentalismo islamico abbia per obiettivo la distruzione totale del popolo ebraico e dell'Occidente cristiano, a prescindere da ogni eventuale tipo di accordo.
Dato cronologico significativo è l'anno di nascita di Al-Queda: non il '48, non il '67, non il '73, ma bensì l'89, cioè un anno in cui gli islamici avevano ottenuto, e non perso, qualcosa...
Da ultimo, bisogna poi considerare che i media europei sguazzano con goduria in ogni minimo errore di Israele, che è invaso da giornalisti e reporter; mentre al contrario negli stati arabi limitrofi i giornalisti sono pochi e con poca voglia di raccontare "movimenti" che intaccherebbero la grande bugia di "Israele cattivo-palestinesi poveretti" (pensate solo alla guerra di quest'estate: un fotografo europeo ammise di aver taroccato delle foto al computer per rendere più drammatici gli effetti dei bombardamenti israeliani...!).

A presto

Lizzy ha detto...

E' importantissimo prendere le parti di qualcosa in cui si crede. A costo di sembrare impopolari e dire cose contrarie a ciò che pensano altri. E' un atto di consapevolezza prima che di coraggio. Apprezzo chi lo fa e allo stesso tempo è disponibile al confronto con gli altri.

Van der Blogger ha detto...

Salo, ho poco da commentarti... mi dai man forte con quanto dici... Alla prossima ;-)

Lizzy, grazie per l'apprezzamento. Confrontarsi in maniera civile con chi ha idee diverse dalle mie è una cosa che mi piace tanto...

Alberto ha detto...

ottima scelta, facciamo un pacchetto regalo?

Van der Blogger ha detto...

Ciao Alberto, mi sa che non ho capito...

Anonimo ha detto...

sottoscrivo quanto detto da salo

allora, cerco di spiegare il mio precedente commento (vedi in alto il commento di ottho).
L'immagine di Israele non potrà mai staccarsi da una quantomeno minima percezione del Divino. Se sei ebreo evochi pensieri e ricordi che in una maniera o in un altra sanno un po' di sacro. Ecco perchè considero personalmente(E SOLO PERSONALMENTE) Israele la prova inequivocabile della veridicità e l'esistenza di Dio.
Qualunque evento che abbia a che fare con Israele deve rapportarsi con la fede, e a maggior ragione in questo tempo così particolare sia per lo Stato ebraico che conseguentemente per la comunità internazionale (e quindi per me e per te). e' una cosa normale quindi, investigare sulla fede in rapporto ad israele per questi tempi; e dire fede è dire Bibbia se stiamo parlando dello stato ebraico.
ed è proprio dalla bibbia che scaturisce quest'idea di un'israele che debba pensare ad onorare inanzitutto Dio e solo subordinatamente a ciò, ogni richiesta di compromesso che venga fatta da tutti quanti sono bravi a fare i super partes in nome o del petrolio o di altri interessi. La soluzione del conflitto è in definitiva secondo me, puramente di carattere religioso. e fino ad ora i fatti mi cosano.

oh, io mi sono esposto anche troppo.

spero di essere stato chiaro cmq van, altrimenti...alla prossima puntata.

ottho