mercoledì, dicembre 13, 2006

Sul caso Welby togliamoci i paraocchi, please.

In questi giorni si è tornato a parlare di eutanasia. Motivo ne è il caso Welby.

Piergiorgio Welby, malato di distrofia muscolare progressiva, ha chiesto al Presidente Napolitano, tramite una lettera, di poter morire. Infatti la malattia in questione non ha cure al momento e porta alla morte.

Voci, decisioni e opinioni di medici, uomini politici ecc. si rincorrono.

Naturalmente la Chiesa è contraria all’eutanasia. Gianfranco Fini si è espresso sulla questione dichiarando che la vita non è nelle mani dell’uomo ma di Dio. Cose giuste, legittime, che io peraltro condivido in pieno. Tranne che un dettaglio. Togliamo i paraocchi e iniziamo a distinguere tra eutanasia attiva e passiva.

Le posizioni vaticane o quelle del leader di AN (e mio futuro Premier) mi vanno benissimo quando parliamo di eutanasia attiva. Cioè di pratiche atte a procurare la morte di soggetti colti da malattie incurabili. Se di questo si parla, sono d’accordo a non legalizzare l’eutanasia. Sul caso Welby però, la prospettiva è, per usare un eufemismo, leggermente diversa.

Non si tratta di indurre la morte in un soggetto afflitto da una malattia incurabile, ma che, di per se, non conduce alla morte. Qua si tratta di un vero e proprio accanimento terapeutico. Concetto che per me va oltre il concetto di cura in quanto non lo è. E’ solo rinviare l’appuntamento con la morte. In condizione di sofferenze atroci, per giunta.

Il rifiuto di tale accanimento è la cosiddetta eutanasia passiva. In cui io non vedo onestamente una sostituzione umana nella volontà divina, l’unica a disporre della vita. Anzi, nell’accanimento terapeutico vedo una voglia della scienza di sostituirsi a Dio, tenendo in “vita” uomini altrimenti destinati alla morte. A queste pratiche sono contrario tanto quanto, forse, l’eutanasia propriamente detta e l’aborto.

Fini e quanti che come lui la pensano dovrebbero comprendere questo concetto.

Nessuno su questo blog sta chiedendo la legalizzazione della morte dolce, ma soltanto la presa di coscienza che permetta di valutare singolarmente e singolarmente decidere circa i casi di eutanasia passiva o rifiuto di accanimento terapeutico.

Upgrade - Ciao Giorgio, riposa in pace...

5 commenti:

camelot destra ideale ha detto...

Bravissimo van...perfettamente detto...c'è anche poi da dire, purtroppo, che la vicenda Welby si offre a strumentalizzazioni politiche e ideologiche...quando, mai come in questo caso, così non dovrebbe essere...perchè in questo caso non c'entra nulla l'eutanasia attiva, appunto...qui c'entra proprio quell'accanimento terapeutico che non è naturale, ma è frutto solo della scienza...e su questo tipo di accanimento dovremmo essere tutti d'accordo...poi però si presenta il caso concreto, e ci si mette a discettare sul quando ci sia o non ci sia effettivamente un accanimento terapeutico...

Anonimo ha detto...

Politica e vita? Sí certo. Politica e morte? hmmmmm.../R.

Van der Blogger ha detto...

Camelot, ovviamento non sono medico, ma credo che qualsiasi terapia che tiene si in vita, ma senza speranza di ribaltare, seppur minimamente, la malattia e che peraltro è l'unico punto che tiene aggrappato un uomo alla vita, quello per me è accanimento terapeutico. Welby purtroppo non può essere guarito, non ha possibilità di vita, staccata la spina.

R., lapidaria più del solito oggi. Intanto ciao, era da un po che non ci si beccava. Potresti esplicitare meglio il tuo commento? Grazie.

PS: non l'ho dimenticato il tuo debito... (il commento integrale su Allah è Dio? credo fosse quello il post...)

Anonimo ha detto...

Cia Van. Ultimamente penso solo in numeri e formule, ma oggi ho dato l'esame per l'abilitazione ad insegnare matematica (solo fino alle medie, ma per me è stato come scalare l'Everest) ed ora spero tornino le parole dato che le preferisco di gran lunga alle cifre (che sono vincolanti e schiaviste). A risentirci. Sono troppo stanca per entrare nei due argomenti etico-religiosi ed è ora di preparare il natale alla mia famiglia. Sta anche e finalmente scendendo la temperatura, hanno promesso -30 è ora di tirar fuori gli sci, abbiamo avuto l'autunno piú caldo della storia...motivo di grande preoccupazione per la sottoscritta che è ambientalista convinta :(I'll be back. CIAO

Ineffabile ha detto...

Caro Van, comprendo i tuoi distinguo, ma io oggi ho visto che è stata tolta la possibilità ad un uomo, di scrivere libri , di ragionare, bene, come faceva lui, che, anche se malato inguaribile, era una persona con tanto di cervello.
E' stata tolta la vita ad una *persona*, considerando più importante la parte fisica che la mente dell'uomo.
Ciao