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venerdì, gennaio 01, 2010
Buon 2010

Freddo... paura... speranza.
Questo è il mio inizio di 2010.
L'amore... Dio è amore. Io ho l'amore, lo conosco, lo amo. Sono felice, salvo, sicuro. Lo adoro, lo servo, lo voglio conoscere sempre meglio. Ed ha un nome, meraviglioso, al di sopra di ogni altro. Il Nome è Gesù, nient'altro. Tutto il resto è religione, legalismo, oppressione, morte. Voglio Lui, Lui e Lui solo. Nessun altro ha mai fatto quello che Lui ha fatto per me.
Mi sento a metà. Ho freddo, quello della solitudine. Ho paura, paura di dover aspettare ancora tanto prima di scaldarmi. Spero che la soluzione sia dietro l'angolo, magari qui... nel 2010.
Adesso sapete come mi sento!
Prima parte di un patetico post di un desertico blog, prima parte melanconica, come la terza. (seppure con l'opzione della speranza)
Seconda parte radiosa, gioiosa, intimamente pomposa. Sfarzosamente austera.
Caleidoscopio di alterne visioni. Si può stare così? Se non si può, sto infrangendo ogni regola.
"Oh, domani 24 anni... alla tua età avevo 2 figli" (mamma di VdB in un momento di inedito sadismo).
Certo, altri tempi. Parliamo degli anni 80. Una vita fa. Ci sta. Pacifico.
"Oh, domani 24 anni... alla tua età avevamo un figlio e avevamo cambiato casa 2 volte. In procinto di avviare una attività commerciale (che si è dimostrata di successo)" (sorella e cognato di VdB in uno slancio di inedita crudeltà).
No, questi non sono altri tempi. Parliamo di un lustro fa (o poco meno)
Queste affermazioni non sono tratte da "Come far sentire uno straccio qualcuno".
Questa è vita reale. Questa è Sparta.
E a volte mi ci sento. Un fallito. 24enne, single, disoccupato, senza un futuro sociale al momento immaginabile. Alla faccia mia, dei miei debiti, dei miei sentimenti, del mio vissuto, delle mie lacrime, dei miei progetti, delle mie afflizioni, delle mie gioie, dell'amore che vorrei darle, dei suoni che non sento, delle scene che invento, del gelido vento, delle mie mani che scompigliano i miei capelli mentre ascolto note e piango lacrime.
2009 amato e odiato. Mai tanti problemi, mai tante benedizioni. Mai tante prove, mai tante gioie. Anno di cambiamenti. Anno di ritorno alla Croce. Anno di riapertura del cuore. Bene, bene. Male, male. Anno troppo strano per potersi ripetere.
2010 atteso e immaginato. O si concretizza o si distrugge. O si annaffia o si sradica. O si competa o si debella. Quanto sei bella. Anno di speranza. Anno più bello della mia vita, finora.
Avete presente quanti e quali sentimenti contrastanti? Ecco, avete intuito una piccola parte di ciò che porto dentro. Ma tanto...
Mi ricordo, giusto adesso, che qualche tempo fa un uomo mediorientale ebbe in visione cose terribili che stavano per accadere, certamente più gravi delle vicissitudini di un 14enne nel corpo di un 24enne.
Leggo una sua preghiera poetica e mi rincuoro. Potenza della Parola di Dio.
Preghiera del profeta Habacuc, sul tono delle lamentazioni.
SIGNORE, io ho udito il tuo messaggio e sono preso da timore. SIGNORE, dà vita all'opera tua nel corso degli anni! Nel corso degli anni falla conoscere! Nell'ira, ricòrdati d'aver pietà!
Dio viene da Teman, il Santo viene dal monte Paran. [Pausa] La sua gloria copre i cieli, la terra è piena della sua lode.
Il suo splendore è pari alla luce; dei raggi partono dalla sua mano; là si nasconde la sua potenza.
Davanti a lui cammina la peste, la febbre ardente segue i suoi passi.
Egli si ferma e scuote la terra; guarda e fa tremare le nazioni; i monti eterni si frantumano, le colline secolari si abbassano; le sue vie sono quelle di un tempo.
Vedo le tende d'Etiopia sotto il dolore, i padiglioni del paese di Madian sono sconvolti.
O SIGNORE, ti adiri forse contro i fiumi? È forse contro i fiumi che si accende la tua ira, o è contro il mare che va il tuo sdegno, mentre tu avanzi sui tuoi cavalli, sui tuoi carri vittoriosi?
Hai estratto il tuo arco; le frecce lanciate dalla tua parola sono esecrazioni. [Pausa] Tu fendi la terra in tanti letti dei fiumi.
I monti ti vedono e tremano; si riversano torrenti d'acqua: l'abisso fa udire la sua voce. Il sole alza in alto le mani;
la luna si ferma nella sua dimora, alla luce delle tue saette che partono al lampeggiare della tua lancia che brilla.
Tu percorri la terra con furore, tu schiacci le nazioni nella tua ira.
Tu esci per salvare il tuo popolo, per liberare il tuo unto; tu abbatti la cima della casa dell'empio, e la demolisci fino alle fondamenta. [Pausa]
Tu trafiggi con le loro stesse frecce la testa dei suoi capi, che vengono come un uragano per disperdermi, gridando di gioia, come se già divorassero l'infelice nei loro nascondigli.
Con i tuoi cavalli tu calpesti il mare, le grandi acque spumeggianti.
Ho udito e le mie viscere fremono, le mie labbra tremano a quel rumore; un tarlo mi entra nelle ossa, io tremo a ogni passo; aspetto in silenzio il giorno dell'angoscia, quando il nemico marcerà contro il popolo per assalirlo.
Infatti il fico non fiorirà, non ci sarà più frutto nelle vigne; il prodotto dell'ulivo verrà meno, i campi non daranno più cibo, le greggi verranno a mancare negli ovili, e non ci saranno più buoi nelle stalle;
ma io mi rallegrerò nel SIGNORE, esulterò nel Dio della mia salvezza.
DIO, il Signore, è la mia forza; egli renderà i miei piedi come quelli delle cerve e mi farà camminare sulle alture. Al direttore del coro. Per strumenti a corda.
Habacuc cap. 3, La Sacra Bibbia
venerdì, ottobre 30, 2009
Io studio teologia
Oggi sono arrivati i primi materiali di studio dell'anno accademico 2009 - 2010, il mio secondo anno. Sono due presentazioni di pneumatologia: una relativa al programma e una alla prima lezione.
Ecco una frase riportata nella seconda presentazione:
Ecco una frase riportata nella seconda presentazione:
“L’impulso propriamente teologico non può avere altra origine che la passione di Gesù Cristo, il Signore crocifisso. Lo studio della teologia inizia là dove l’uomo nel suo domandare e cercare s’imbatte nella croce, dove egli riconosce nella sofferenza di Dio in mezzo all’odio degli uomini la fine di tutte le sue passioni”.
(Dietrich Bonhoeffer).
(Dietrich Bonhoeffer).
Ecco, questo, in breve, è il motivo per cui studio teologia.
venerdì, settembre 04, 2009
Cerco un lavoro... anzi no

Non pensavo ci si potesse sentire tanto tranquilli perdendo il lavoro. Sarà che ormai ci ho fatto l'abitudine avendo cambiato 6 lavori in 5 anni, ma sono tranquillo pur avendo appreso giusto ieri che sabato 12 settembre sarà il mio ultimo giorno di lavoro.
Sicuramente qualcosa che contribuisce al fatto che io sia tranquillo è la certezza che il lavoro non mi mancherà.
Frase volutamente ambigua, dal doppio significato.
Il primo è che non proverò nostalgia per il lavoro, primo perchè questo che sto terminando non mi piace affatto, secondo perchè in generale non sono molto attaccato al lavoro e non ne soffro la mancanza. Al massimo soffro la mancanza dei soldi.
Già perchè la macchina mi serve e per camminare necessita di carburante oltre che le altre spese. E sopratutto mi servono i soldi per pagarmi l'università che è la mia priorità e non mi dispiacerebbe iniziare a mettere qualche soldo da parte.
E visto che, salvo vincite o eredità impreviste (eventualità entrambi molto remote), per avere soldi mi tocca lavorare, e quindi ecco il secondo significato. Il lavoro non mi mancherà perchè so che Dio provvede, li dove vede il mio impegno.
Ieri parlando con una persona mi è venuta una illuminazione: mi metto a spazzare e lavare scale di condomini. Un lavoro flessibile, che ti mantiene in forma, ti fa conoscere nuova gente e, se riesci a crearti un giro nemmeno troppo esteso, ti fa guadagnare bene.
Farò così: spargo la voce in paese e nei paesi limitrofi, compro scopa, paletta, straccio, secchio e via... verso l'infinito e oltre.
martedì, settembre 01, 2009
Stagione 2009-2010, si alzi il sipario

Le ferie sono finite.
Cioè, quando hai una sola settimana di ferie non fai nemmeno in tempo a capire quando iniziano.
Inizi ad avere solo una piccola percezione intorno al quarto giorno su 6. Ad ogni modo, per quest'anno è finita. Certo rimarrà la meravigliosa esperieza calabrese del ritiro spirituale con i membri della Chiesa che frequento, e non avrei potuto avere settimana migliore.
Adesso via con attività e buoni propositi, tipici di settembre: dieta e palestra la fanno da padrone. Poi c'è l'università che fra poco più di un mese riapre i battenti, mille cose da organizzare con gli amici "prima che inizi il cattivo tempo", il cuore che non la smette più di marciare in una direzione.
Dubbi, paure, attese, gioie, umore altalenante, serenità, voglia di crescere, voglia di rimanere bambino, sguardi, parole, determinazione, crescita spirituale, responsabilità, impegno, spensieratezza. Ma sopratutto la voglia di servire Dio, facendo la Sua Santa e Perfetta volontà.
Venghino siore e siori... si alzi il sipario... la stagione 2009-2010 si preannuncia sfavillante.
Comunque vada.
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sabato, luglio 04, 2009
E chi lo avrebbe mai detto...
Sono stanchissimo.
Oggi è stata l'ultima di 3 giornate di esami. Full immersion tra test scritti, tesine, colloqui orali.
7 esami scritti, 6 esami orali. 7 materie date in 3 giorni
Ebraico I
Greco I
Introduzione all'Antico Testamento
Introduzione al Nuovo Testamento
Storia del Movimento Pentecostale
Inglese I
Teologia e tecnica dell'evangelizzazione.
7 materie sicuramente passate, anche se aspetto i voti. Ma in generale è andata molto meglio delle mie più rosee aspettative, perchè ho studiato poco e male. Però è andata, grazie a Dio che mi ha sostenuto.
PS: Roberta mi avevi chiesto tu informazioni sul libro di Yancey? Se vuoi ci ho fatto su la recensione, valida come tesina di introduzione all'antico testamento...
Oggi è stata l'ultima di 3 giornate di esami. Full immersion tra test scritti, tesine, colloqui orali.
7 esami scritti, 6 esami orali. 7 materie date in 3 giorni
Ebraico I
Greco I
Introduzione all'Antico Testamento
Introduzione al Nuovo Testamento
Storia del Movimento Pentecostale
Inglese I
Teologia e tecnica dell'evangelizzazione.
7 materie sicuramente passate, anche se aspetto i voti. Ma in generale è andata molto meglio delle mie più rosee aspettative, perchè ho studiato poco e male. Però è andata, grazie a Dio che mi ha sostenuto.
PS: Roberta mi avevi chiesto tu informazioni sul libro di Yancey? Se vuoi ci ho fatto su la recensione, valida come tesina di introduzione all'antico testamento...
martedì, maggio 05, 2009
Com'è straordinaria la vita...
Mi sono arrivati via email i risultati degli esami di febbraio. Sono molto soddisfatto, considerato che mi sentivo assolutamente impreparato. Agli esami di giugno, potrò fare meglio.
Adesso sono qui in cucina, appoggiato alla tavola rotonda di vetro. Ma se i miei pensieri fossero seduti a questa tavola, non potrebbe rimanere rotonda. Visto che ce n'è uno che è decisamente prevalente. Sulla tavola è posto un panno bianco, per proteggere il vetro dice mia madre. In realtà io credo che sia per coprirne la trasparenza. Non mi piacciono le cose trasparenti. O meglio, mi piace che le altre persone lo siano con me. Ma non mi piace quando i miei pensieri e i miei sentimenti diventano troppo trasparenti.
Però stasera ho deciso di non mettere un panno sul cristallo dei miei sentimenti. Anzi, voglio guardarci attraverso. Più ci penso e più penso al fatto che sono cambiato, sto cambiando. Certo che fino a qualche tempo fa non mi ci sarei visto così: di notte a casa, a lavorare al pc portatile, mangiando yogurt magro, a scrivere qualcosa che ho nel cuore e nella testa... così, per tirarla fuori. Nessuno la leggerà, ma non importa... E soprattutto non avrei mai pensato che l'amore di Cristo fosse così "reale". Mi ha cambiato la vita, me l'ha stravolta. E mi ha dato l'amore, finalmente amo di nuovo. Io amo.
Amo Gesù, amo la vita, amo me stesso, amo la mia famiglia, amo i miei amici, amo il corpo di Cristo, amo l'amore, amo il mio prossimo, amo la mia futura moglie, amo i miei futuri figli, amo.
Adesso proseguo a scrivere, battendo i tasti di un pc portatile, appoggiato ad un tavolo rotondo di vetro. Lo yogurt è finito. L'amore no.
Adesso sono qui in cucina, appoggiato alla tavola rotonda di vetro. Ma se i miei pensieri fossero seduti a questa tavola, non potrebbe rimanere rotonda. Visto che ce n'è uno che è decisamente prevalente. Sulla tavola è posto un panno bianco, per proteggere il vetro dice mia madre. In realtà io credo che sia per coprirne la trasparenza. Non mi piacciono le cose trasparenti. O meglio, mi piace che le altre persone lo siano con me. Ma non mi piace quando i miei pensieri e i miei sentimenti diventano troppo trasparenti.
Però stasera ho deciso di non mettere un panno sul cristallo dei miei sentimenti. Anzi, voglio guardarci attraverso. Più ci penso e più penso al fatto che sono cambiato, sto cambiando. Certo che fino a qualche tempo fa non mi ci sarei visto così: di notte a casa, a lavorare al pc portatile, mangiando yogurt magro, a scrivere qualcosa che ho nel cuore e nella testa... così, per tirarla fuori. Nessuno la leggerà, ma non importa... E soprattutto non avrei mai pensato che l'amore di Cristo fosse così "reale". Mi ha cambiato la vita, me l'ha stravolta. E mi ha dato l'amore, finalmente amo di nuovo. Io amo.
Amo Gesù, amo la vita, amo me stesso, amo la mia famiglia, amo i miei amici, amo il corpo di Cristo, amo l'amore, amo il mio prossimo, amo la mia futura moglie, amo i miei futuri figli, amo.
Adesso proseguo a scrivere, battendo i tasti di un pc portatile, appoggiato ad un tavolo rotondo di vetro. Lo yogurt è finito. L'amore no.
giovedì, novembre 13, 2008
If God is for us, who can be against us...
Ormai era necessario fare una copia di quel cd. Da li a poco avrebbe smesso di funzionare perchè sottoposto a troppo lavoro negli ultimi 10 giorni. In modo particolare la traccia 6, "I Love" e la 7, "God is for us". Ascoltate più volte al giorno. E quelle parole particolari, frammenti di una lingua che avrebbe voluto conoscere meglio. "I love to bring you praise... so I will love you" ma soprattutto "If God is for us, who can be against us?". "Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?".
Era anche il ritornello di una canzone che lui stesso aveva suonato, in italiano però. Ma in quel particolare momento della sua vita forse funzionavano meglio in inglese, forse era la novità. Non sapeva spiegarselo. Ma quando non poteva ascoltare, cantava: "If God is for us, who can be against us...".
E gli capitava sempre più spesso. Perchè ci sono problemi che insieme a noi hanno milioni di persone nel mondo, dico milioni perchè ce ne sono miliardi che ne hanno di ben più gravi. Ma mentre quei problemi capitavano a lui, si sentiva come se fosse il solo al mondo a doverli affrontare. E quindi quei versi di quella canzone, ripetuti ad oltranza. "If God is for us, who can be against us...". E funzionava, eccome se funzionava. Perchè quelle parole erano più del loro significato in senso stretto, peraltro di per se già meraviglioso e sufficiente a tirare su dalle peggio situazioni. Ma c'era qualcosa dietro.
Quel Cd, gli era stato regalato da delle persone a cui si era affezionato molto. Li aveva conosciuti e frequentati per soli 4 giorni, ma gli sembravano almeno 4 anni. E loro erano 4. Di Baton Rouge, capitale della Louisiana (USA)... 4 dei responsabili giovanili di una chiesa enorme con 7.000 membri. Erano stati in un paese vicino a dove lui viveva per tenere una conferenza giovanile organizzata dalla chiese locali siciliane. Il tema era stato "Lo stile di vita secondo il modello dell'adorazione". "If God is for us, who can be against us...".
Spesso durante quelle riunioni si era commosso fino alle lacrime per quello che stava succedendo: centinaia di giovani uniti dall'amore per Cristo. Che per 3 giorni sono stati insieme a cantare, pregare, ascoltare insegnamenti e testimonianze, a giocare, a scherzare, a socializzare. "If God is for us, who can be against us...". Lo riempiva di gioia tutto ciò. Amava i giovani in maniera eccezionale e desiderava che tutti i giovani della sua città e dei paesi vicini potessero conoscere l'amore di Cristo. Quello che ti cambia la vita, quello che ti rialza, quello che ti fa sentire amato, importante.
E mentre c'erano quelle riunioni nell'auditorium dell'albergo, lui rifletteva sulla sua situazione. E si scopriva meschino davanti ad un Dio che lo perdonava, che aveva dato se stesso per lui, proprio per lui che non riusciva a dare a quel Dio ciò che voleva... tutta la sua vita. Ci stava provando, sapeva di poterci riuscire, non con le proprie forze, ma chiedendo aiuto ancora una volta a Cristo. "If God is for us, who can be against us...".
Quando Mike predicava tradotto da Marco o Terry insegnava o Trey raccontava la sua testimonianza o Blair incoraggiava al servizio volontario verso il prossimo, quando Francesco pregava e suonava ed altri suonavano e cantavano e tutti insieme saltavano per la gioia, quando avvenivano queste cose meravigliose, lui capiva che era possibile dedicare la propria vita a Dio. "If God is for us, who can be against us...". Non solo era possibile, ma era anche conveniente, meraviglioso.
Poi la conferenza finì e lui si ritrovo con un cd da ascoltare, un libro in inglese da leggere, tanti appunti, e una gioia immensa nel cuore. Ma adesso non c'erano più gli americani, non c'erano le centinaia di giovani gioiosi. Ora era da solo con Dio. Lui, i suoi problemi e Dio. "If God is for us, who can be against us...".
Ma scoprì che da solo era più debole. Quindi realizzò la necessità e l'urgenza di stare sempre in comunione con Dio, con Cristo, con lo Spirito Santo. "If God is for us, who can be against us...". Ricordava ancora con nostalgia il nonno morto solo un mese prima, non poteva dimenticarlo. Gli teneva la mano mentre spirava, e anche poche ore prima, mentre dall'altra parte la moglie, la cara nonna, dopo 62 anni insieme lo baciava piangendo, perchè capiva che stava per perdere la sua metà. "Come faccio ora da sola? Mario non mi lasciare!" e lo baciava e lui, in semincoscienza, con la sua bocca ormai priva di denti, senza forze, riusciva a protendere la sua testa, schiudendo le labbra, come per un ultimo bacio. Muccino non era nessuno. Ma Dio aveva accolto l'anima dell'amato nonno, ne era sicuro.
E poi il problema del lavoro. Già, la Sicilia, terra meravigliosa ma dall'offerta limitata. Lavoro che proprio non arriva, nonostante decine di curriculum inviati, richieste personali a conoscenti, ma niente. Questo inserito in una grave crisi economica familiare. NOn saperva come fare. E' vero non sono i soldi a fare la felicità, ma quando tutte le tue certezze sul futuro e sul presente vengono a mancare di un sol colpo, non è facile, ti manca il terreno sotto i piedi. Ma non disperava, era fiducioso. "If God is for us, who can be against us...".
Negli ultimi mesi si sentiva spesso solo. A 22 senza una ragazza... a volte questi pensieri gli venivano alla mente e non erano piacevoli. I suoi amici più cari stavano passando un brutto periodo e gli appuntamenti settimanali iniziavano a saltare di tanto in tanto. Ciò unito al fatto che aveva perso i rapporti con molti amici ormai da mesi. Si trovava ad affrontare pure grossi problemi di tipo spirituale. Non tanto a carattere personale, ma quanto ecclesiale. Confusione, teorie, scoraggiamento, pausa, speranza. "If God is for us, who can be against us...".
Adesso era una matricola alla Facoltà di Teologia e Scienze Religiose. Voleva dare il massimo per studiare ciò che più lo appassiona, per preparsi, per formarsi in vista di qualunque cosa Dio avrebbe potuto affidargli. Sapeva che ogni suo problema si sarebbe risolto, che ai figli di Dio non manca mai il necessario (seppure bisogna imparare a rinunciare), che avrebbe trovato un lavoro, l'amore che forse era più vicino di quanto credeva. Sperava pure nella realizzazione del sogno di andare a trovare i suoi fratelli americani e di essere più unito e collaborativo con quelli della sua città. Coltivava il sogno di vedere le persone che amava dare il proprio cuore a Cristo. Insomma, forse a furia di ascoltare e di ripetere quelle parole, aveva davvero realizzato nel suo cuore cosa quelle parole significano. "If God is for us, who can be against us...".
PS: Grazie a: Dio, Gesù Cristo, lo Spirito Santo, Francesco, Piero, Salvo, Daniele, Laura, Gabriella, Elisa, Elisa, Emmanuele, Orazio, Pastore Mario, Salvo, Marina, Mike, Terry, Trey, Blair, Fabrizio, Serena, Georgia, Gianluca, Ketty, Anna, Alessandro, Giulio, Gaetano, mamma , papà, Samuele, Vita, Daniele, Gioele, Pina, Carmelo and many many more.
Era anche il ritornello di una canzone che lui stesso aveva suonato, in italiano però. Ma in quel particolare momento della sua vita forse funzionavano meglio in inglese, forse era la novità. Non sapeva spiegarselo. Ma quando non poteva ascoltare, cantava: "If God is for us, who can be against us...".
E gli capitava sempre più spesso. Perchè ci sono problemi che insieme a noi hanno milioni di persone nel mondo, dico milioni perchè ce ne sono miliardi che ne hanno di ben più gravi. Ma mentre quei problemi capitavano a lui, si sentiva come se fosse il solo al mondo a doverli affrontare. E quindi quei versi di quella canzone, ripetuti ad oltranza. "If God is for us, who can be against us...". E funzionava, eccome se funzionava. Perchè quelle parole erano più del loro significato in senso stretto, peraltro di per se già meraviglioso e sufficiente a tirare su dalle peggio situazioni. Ma c'era qualcosa dietro.
Quel Cd, gli era stato regalato da delle persone a cui si era affezionato molto. Li aveva conosciuti e frequentati per soli 4 giorni, ma gli sembravano almeno 4 anni. E loro erano 4. Di Baton Rouge, capitale della Louisiana (USA)... 4 dei responsabili giovanili di una chiesa enorme con 7.000 membri. Erano stati in un paese vicino a dove lui viveva per tenere una conferenza giovanile organizzata dalla chiese locali siciliane. Il tema era stato "Lo stile di vita secondo il modello dell'adorazione". "If God is for us, who can be against us...".
Spesso durante quelle riunioni si era commosso fino alle lacrime per quello che stava succedendo: centinaia di giovani uniti dall'amore per Cristo. Che per 3 giorni sono stati insieme a cantare, pregare, ascoltare insegnamenti e testimonianze, a giocare, a scherzare, a socializzare. "If God is for us, who can be against us...". Lo riempiva di gioia tutto ciò. Amava i giovani in maniera eccezionale e desiderava che tutti i giovani della sua città e dei paesi vicini potessero conoscere l'amore di Cristo. Quello che ti cambia la vita, quello che ti rialza, quello che ti fa sentire amato, importante.
E mentre c'erano quelle riunioni nell'auditorium dell'albergo, lui rifletteva sulla sua situazione. E si scopriva meschino davanti ad un Dio che lo perdonava, che aveva dato se stesso per lui, proprio per lui che non riusciva a dare a quel Dio ciò che voleva... tutta la sua vita. Ci stava provando, sapeva di poterci riuscire, non con le proprie forze, ma chiedendo aiuto ancora una volta a Cristo. "If God is for us, who can be against us...".
Quando Mike predicava tradotto da Marco o Terry insegnava o Trey raccontava la sua testimonianza o Blair incoraggiava al servizio volontario verso il prossimo, quando Francesco pregava e suonava ed altri suonavano e cantavano e tutti insieme saltavano per la gioia, quando avvenivano queste cose meravigliose, lui capiva che era possibile dedicare la propria vita a Dio. "If God is for us, who can be against us...". Non solo era possibile, ma era anche conveniente, meraviglioso.
Poi la conferenza finì e lui si ritrovo con un cd da ascoltare, un libro in inglese da leggere, tanti appunti, e una gioia immensa nel cuore. Ma adesso non c'erano più gli americani, non c'erano le centinaia di giovani gioiosi. Ora era da solo con Dio. Lui, i suoi problemi e Dio. "If God is for us, who can be against us...".
Ma scoprì che da solo era più debole. Quindi realizzò la necessità e l'urgenza di stare sempre in comunione con Dio, con Cristo, con lo Spirito Santo. "If God is for us, who can be against us...". Ricordava ancora con nostalgia il nonno morto solo un mese prima, non poteva dimenticarlo. Gli teneva la mano mentre spirava, e anche poche ore prima, mentre dall'altra parte la moglie, la cara nonna, dopo 62 anni insieme lo baciava piangendo, perchè capiva che stava per perdere la sua metà. "Come faccio ora da sola? Mario non mi lasciare!" e lo baciava e lui, in semincoscienza, con la sua bocca ormai priva di denti, senza forze, riusciva a protendere la sua testa, schiudendo le labbra, come per un ultimo bacio. Muccino non era nessuno. Ma Dio aveva accolto l'anima dell'amato nonno, ne era sicuro.
E poi il problema del lavoro. Già, la Sicilia, terra meravigliosa ma dall'offerta limitata. Lavoro che proprio non arriva, nonostante decine di curriculum inviati, richieste personali a conoscenti, ma niente. Questo inserito in una grave crisi economica familiare. NOn saperva come fare. E' vero non sono i soldi a fare la felicità, ma quando tutte le tue certezze sul futuro e sul presente vengono a mancare di un sol colpo, non è facile, ti manca il terreno sotto i piedi. Ma non disperava, era fiducioso. "If God is for us, who can be against us...".
Negli ultimi mesi si sentiva spesso solo. A 22 senza una ragazza... a volte questi pensieri gli venivano alla mente e non erano piacevoli. I suoi amici più cari stavano passando un brutto periodo e gli appuntamenti settimanali iniziavano a saltare di tanto in tanto. Ciò unito al fatto che aveva perso i rapporti con molti amici ormai da mesi. Si trovava ad affrontare pure grossi problemi di tipo spirituale. Non tanto a carattere personale, ma quanto ecclesiale. Confusione, teorie, scoraggiamento, pausa, speranza. "If God is for us, who can be against us...".
Adesso era una matricola alla Facoltà di Teologia e Scienze Religiose. Voleva dare il massimo per studiare ciò che più lo appassiona, per preparsi, per formarsi in vista di qualunque cosa Dio avrebbe potuto affidargli. Sapeva che ogni suo problema si sarebbe risolto, che ai figli di Dio non manca mai il necessario (seppure bisogna imparare a rinunciare), che avrebbe trovato un lavoro, l'amore che forse era più vicino di quanto credeva. Sperava pure nella realizzazione del sogno di andare a trovare i suoi fratelli americani e di essere più unito e collaborativo con quelli della sua città. Coltivava il sogno di vedere le persone che amava dare il proprio cuore a Cristo. Insomma, forse a furia di ascoltare e di ripetere quelle parole, aveva davvero realizzato nel suo cuore cosa quelle parole significano. "If God is for us, who can be against us...".
PS: Grazie a: Dio, Gesù Cristo, lo Spirito Santo, Francesco, Piero, Salvo, Daniele, Laura, Gabriella, Elisa, Elisa, Emmanuele, Orazio, Pastore Mario, Salvo, Marina, Mike, Terry, Trey, Blair, Fabrizio, Serena, Georgia, Gianluca, Ketty, Anna, Alessandro, Giulio, Gaetano, mamma , papà, Samuele, Vita, Daniele, Gioele, Pina, Carmelo and many many more.
venerdì, agosto 22, 2008
Rebor in Jesus
Dal 30 luglio Van der Blogger aka Cesqo è rinato. Ha trovato qualcosa che gli ha cambiato la vita.
Certo, se avesse trovato un forziere pieno di oro e pietre preziose non sarebbe stato qui a dirvelo. Ma ha trovato qualcosa di ben più prezioso. Tra l'altro questo qualcosa più viene condiviso e più aumenta il suo valore e la ricchezza per chi lo possiede.
Questo qualcosa è l'AMORE DI DIO. E per questo ho cambiato il mio stile di vita, per fare la volontà di Dio. E posso dire con serenità che così ho trovato la piena soddisfazione. Ora grazie a all'amore di Gesù e all'opera dello Spirito Santo nella mia vita posso dire davvero di vivere una vita abbondante come quella di cui parla Gesù nel Vangelo di Giovanni capitolo 10 al verso 10.
E tanta è la gioia che voglio condividere questa mia esperienza con tutti quelli che conosco, specie con i miei amici, e non per una forma di proselitismo, perchè non è una religione o una corrente di pensiero che mi ha cambiato, ma la fede in Gesù Cristo, morto per me... e per te.
Egli mi ha dato tutto... ed io voglio dare tutto me stesso a Lui. Non sono bravo a fare nulla purtroppo, non ho grandi talenti. Ma quel poco che so fare con la parola, con la mia mente e con la musica ho deciso di metterlo completamente ed esclusivamente a disposizione dell'opera che Gesù vuole fare attraverso me.
Io so benissimo che internet, e in particolare la blogosfera, è un luogo virtuale dove la percentuale di artisti e pensatori più o meno liberi è molto alta, e so pure che in queste categorie di persone forse è più facile rispetto ad altre categorie trovare atei e agnostici. Sono pure consapevole del fatto che il mio cambiamento mi porterà critiche, e questo mio parlare mi esporrà allo scherno di quanti non credono. Non so come andrà, ma so che non posso stare zitto. Commetterei un peccato enorme tenendo tutto per me.
Se anche tu, come ero io, sei stanco della vita che stai vivendo. Se nonostante il lavoro, gli amici, le relazioni, gli hobbies, le passioni, il divertimento e tutto il resto ti senti sempre vuoto e insoddisfatto. Se credi di non poter cambiare anche se volessi. Se credi che questa vita così com'è non ha senso. Se vuoi sperimentare cosa vuol dire la vera gioia di una vita abbondante. Se sei stanco, angosciato e disperato. Ecco queste parole sono per te. Parliamone insieme, Dio quello che ha dato a me lo offre anche a te. Devi solo accettare e iniziare la vera vita.

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Certo, se avesse trovato un forziere pieno di oro e pietre preziose non sarebbe stato qui a dirvelo. Ma ha trovato qualcosa di ben più prezioso. Tra l'altro questo qualcosa più viene condiviso e più aumenta il suo valore e la ricchezza per chi lo possiede.
Questo qualcosa è l'AMORE DI DIO. E per questo ho cambiato il mio stile di vita, per fare la volontà di Dio. E posso dire con serenità che così ho trovato la piena soddisfazione. Ora grazie a all'amore di Gesù e all'opera dello Spirito Santo nella mia vita posso dire davvero di vivere una vita abbondante come quella di cui parla Gesù nel Vangelo di Giovanni capitolo 10 al verso 10.
E tanta è la gioia che voglio condividere questa mia esperienza con tutti quelli che conosco, specie con i miei amici, e non per una forma di proselitismo, perchè non è una religione o una corrente di pensiero che mi ha cambiato, ma la fede in Gesù Cristo, morto per me... e per te.
Egli mi ha dato tutto... ed io voglio dare tutto me stesso a Lui. Non sono bravo a fare nulla purtroppo, non ho grandi talenti. Ma quel poco che so fare con la parola, con la mia mente e con la musica ho deciso di metterlo completamente ed esclusivamente a disposizione dell'opera che Gesù vuole fare attraverso me.
Io so benissimo che internet, e in particolare la blogosfera, è un luogo virtuale dove la percentuale di artisti e pensatori più o meno liberi è molto alta, e so pure che in queste categorie di persone forse è più facile rispetto ad altre categorie trovare atei e agnostici. Sono pure consapevole del fatto che il mio cambiamento mi porterà critiche, e questo mio parlare mi esporrà allo scherno di quanti non credono. Non so come andrà, ma so che non posso stare zitto. Commetterei un peccato enorme tenendo tutto per me.
Se anche tu, come ero io, sei stanco della vita che stai vivendo. Se nonostante il lavoro, gli amici, le relazioni, gli hobbies, le passioni, il divertimento e tutto il resto ti senti sempre vuoto e insoddisfatto. Se credi di non poter cambiare anche se volessi. Se credi che questa vita così com'è non ha senso. Se vuoi sperimentare cosa vuol dire la vera gioia di una vita abbondante. Se sei stanco, angosciato e disperato. Ecco queste parole sono per te. Parliamone insieme, Dio quello che ha dato a me lo offre anche a te. Devi solo accettare e iniziare la vera vita.
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giovedì, maggio 01, 2008
Re-Made in Poland
La notte tra martedì 8 e mercoledì 9 aprile non sono andato a letto. Sono stato sveglio tutta notte ascoltando musica e leggendo, solo così ho avuto la sicurezza di non perdere l'aereo. Stranamente puntuale mi presento all'aeroporto, faccio check-in, attendo mezz'oretta e mi imbarco per Roma. Sul volo, qualche sedile più avanti del mio c'è la Senatrice Anna Finocchiaro, si mostra cordiale con tutti quelli che la salutano. Non può sapere che qualche giorno dopo avrebbe ricevuto una sonora batosta. Vicino a me c'è un russo dal viso rubicondo e dai grossi baffi, gli occhi non ho potuto vederli visto che non ha fatto che dormire. Probabilmente era il coach della nazionale giovanile russa di non so quale sport.

Una volta a Roma, mi avvio verso il gate B12, attendo un ora scarsa e mi imbarco per Varsavia. Prendo posto all'estrema destra della fila, lato finestrino. Accanto a me una giovane coppia di polacchi. Dietro i loro 3 figli. Appena metto piede fuori dall'aereo mi rendo conto che me l'aspettavo più fredda la Polonia. Fuori dall'aeroporto vengono a turno 4 tassisti che si offrono di portarmi in albergo per 20 euro, ma anche per 15. Illusi, non sapevano che volessi godermi la Polonia quasi fossi un polacco. Così mi metto in testa che devo arrivare in autobus. Mi informo con qualcuno in inglese che mi indica il 175, mi porterà dritto nei pressi di Stare Miasto, la città vecchia, dove si trova l'ostello in cui alloggio. Fantastico, con l'equivalente di poco meno di un euro e un po' di strada a piedi arrivo tranquillamente in ostello, grazie anche alla piantina della città che ho comprato appena sceso dal bus.

Il tipo dell'ostello è molto cordiale e, sorpresa, mi offre una camera piccola ma singola, tutta per me. Ovviamente accetto. Dopo essermi sistemato esco ed inizio a scoprire la città. Tra strada a piedi (davvero tanta), autobus, tram e metropolitana riesco da mercoledì a venerdì ad essermi fatto una valida idea della città. Sabato torno in aeroporto ad accogliere il gruppo della scuola di mia cugina che arrivava. Tra specialità locali, lezioni di polacco, piedi massacrati, foto, mp3 nelle orecchie, passeggiate con le ragazze polacche e le italiane, visite a scuola, feste, birra e vodka passano i giorni fino a lunedì. Mi piace pure l'ostello, stare nella living room a chiaccherare amabilmente con russi, cechi, polacchi, americani, francesi e greci è sempre piacevole.

Martedì partenza per Auschwitz. Visitiamo Auschwitz I e Auschwitz - Birkenau. Impressionante. Durante tutta la visita ho provato una profonda inquietudine. Ero triste e angosciato dal vedere le montagne di capelli, le scarpe, le foto di uomini donne e bambini condotti alla morte. Perchè? Mi ha colpito molto una tavola di marmo con una iscrizione, un versetto del salmo 38 che recita "...my sorrow is continually before me.", lasciata dal presidente israeliano nel 1992.

E poi quella scritta, beffarda. "Arbeit macht frei".

La giornata finisce sull'autobus del ritorno. Nessuno ha voglia di scherzare.

Mercoledì libero, solo, in giro per la città. Tappe principali, la sinagoga situata al numero 6 di Twarda (l'unica esistente a Varsavia) e il grande centro commerciale Zloty Tarasy o qualcosa del genere.

Giovedì si parte sempre in autobus per Cracovia. La tristezza di Auschwitz è smaltita. Così c'è spazio per i giochi, le canzoni, le barzellette. La città è stupenda, con un numero impressionante di studenti universitari, 180.000 su una popolazione di 800.000. E poi monumenti, chiese, la cripta dove Giovanni Paolo secondo tenne la prima messa. Si ritorna a Varsavia. Sul pullman guardiamo il film "il cuore altrove di Pupi Avati", 4 chiacchere e poi molti dei 100 e passa occhi presenti sul pullman si chiudono a riposare.

Venerdì 18 torno in Italia. Dove prendo atto (ma lo sapevo già da prima) che il centro destra ha stravinto alle politiche e alle amministrative sicilane.
Conclusione.
Conclusioni:
- mi è piaciuto molto il fatto di essermi ambientato benissimo in così pochi giorni; con la mia fedele cartina arrivavo dappertutto.
- ho conosciuto tanta nuova gente di svariate nazionalità; ma le persone che più mi hanno colpito positivamente e con cui spero di rimanere in contatto sono tutte italiane; alcune divertentissime e senza filtri, altre sempre con la battuta pronta, altre impressionanti per cultura, preparazione, sensibilità artistica e non: belle persone.
- le 2 giornate in pullman e quella a scuola, sono state stupende; cioè per un 22nne spesso scambiato per 17nne (per comprare una birra dovevo mostrare il documento!!!) fa un certo effetto tornare in ambiente scolastico dopo 4 anni; fortunatamente l'approccio è ancora quello di una volta, mi sono divertito.
- le persone polacche purtroppo, specie gli over 40, sono un po' troppo tristi; sarà per quello che hanno passato, non saprei.
- in polonia non si mangia proprio da schifo; ma la cucina italiana rimane la CUCINA per eccellenza e fa sentire la sua mancanza.
- gli orsi e gli scoiattoli visti al parco del quartiere Praga sono dolcissimi;
- gli autobus sono puntuali e la gli automobilisti quando c'è qualcuno sulle strisce si fermano per farlo passare... embè? Per uno che vive a Catania queste sono cose straordinarie, come le strade pulite e il traffico ordinato.

Una volta a Roma, mi avvio verso il gate B12, attendo un ora scarsa e mi imbarco per Varsavia. Prendo posto all'estrema destra della fila, lato finestrino. Accanto a me una giovane coppia di polacchi. Dietro i loro 3 figli. Appena metto piede fuori dall'aereo mi rendo conto che me l'aspettavo più fredda la Polonia. Fuori dall'aeroporto vengono a turno 4 tassisti che si offrono di portarmi in albergo per 20 euro, ma anche per 15. Illusi, non sapevano che volessi godermi la Polonia quasi fossi un polacco. Così mi metto in testa che devo arrivare in autobus. Mi informo con qualcuno in inglese che mi indica il 175, mi porterà dritto nei pressi di Stare Miasto, la città vecchia, dove si trova l'ostello in cui alloggio. Fantastico, con l'equivalente di poco meno di un euro e un po' di strada a piedi arrivo tranquillamente in ostello, grazie anche alla piantina della città che ho comprato appena sceso dal bus.

Il tipo dell'ostello è molto cordiale e, sorpresa, mi offre una camera piccola ma singola, tutta per me. Ovviamente accetto. Dopo essermi sistemato esco ed inizio a scoprire la città. Tra strada a piedi (davvero tanta), autobus, tram e metropolitana riesco da mercoledì a venerdì ad essermi fatto una valida idea della città. Sabato torno in aeroporto ad accogliere il gruppo della scuola di mia cugina che arrivava. Tra specialità locali, lezioni di polacco, piedi massacrati, foto, mp3 nelle orecchie, passeggiate con le ragazze polacche e le italiane, visite a scuola, feste, birra e vodka passano i giorni fino a lunedì. Mi piace pure l'ostello, stare nella living room a chiaccherare amabilmente con russi, cechi, polacchi, americani, francesi e greci è sempre piacevole.

Martedì partenza per Auschwitz. Visitiamo Auschwitz I e Auschwitz - Birkenau. Impressionante. Durante tutta la visita ho provato una profonda inquietudine. Ero triste e angosciato dal vedere le montagne di capelli, le scarpe, le foto di uomini donne e bambini condotti alla morte. Perchè? Mi ha colpito molto una tavola di marmo con una iscrizione, un versetto del salmo 38 che recita "...my sorrow is continually before me.", lasciata dal presidente israeliano nel 1992.

E poi quella scritta, beffarda. "Arbeit macht frei".

La giornata finisce sull'autobus del ritorno. Nessuno ha voglia di scherzare.

Mercoledì libero, solo, in giro per la città. Tappe principali, la sinagoga situata al numero 6 di Twarda (l'unica esistente a Varsavia) e il grande centro commerciale Zloty Tarasy o qualcosa del genere.

Giovedì si parte sempre in autobus per Cracovia. La tristezza di Auschwitz è smaltita. Così c'è spazio per i giochi, le canzoni, le barzellette. La città è stupenda, con un numero impressionante di studenti universitari, 180.000 su una popolazione di 800.000. E poi monumenti, chiese, la cripta dove Giovanni Paolo secondo tenne la prima messa. Si ritorna a Varsavia. Sul pullman guardiamo il film "il cuore altrove di Pupi Avati", 4 chiacchere e poi molti dei 100 e passa occhi presenti sul pullman si chiudono a riposare.

Venerdì 18 torno in Italia. Dove prendo atto (ma lo sapevo già da prima) che il centro destra ha stravinto alle politiche e alle amministrative sicilane.
Conclusione.
Conclusioni:
- mi è piaciuto molto il fatto di essermi ambientato benissimo in così pochi giorni; con la mia fedele cartina arrivavo dappertutto.
- ho conosciuto tanta nuova gente di svariate nazionalità; ma le persone che più mi hanno colpito positivamente e con cui spero di rimanere in contatto sono tutte italiane; alcune divertentissime e senza filtri, altre sempre con la battuta pronta, altre impressionanti per cultura, preparazione, sensibilità artistica e non: belle persone.
- le 2 giornate in pullman e quella a scuola, sono state stupende; cioè per un 22nne spesso scambiato per 17nne (per comprare una birra dovevo mostrare il documento!!!) fa un certo effetto tornare in ambiente scolastico dopo 4 anni; fortunatamente l'approccio è ancora quello di una volta, mi sono divertito.
- le persone polacche purtroppo, specie gli over 40, sono un po' troppo tristi; sarà per quello che hanno passato, non saprei.
- in polonia non si mangia proprio da schifo; ma la cucina italiana rimane la CUCINA per eccellenza e fa sentire la sua mancanza.
- gli orsi e gli scoiattoli visti al parco del quartiere Praga sono dolcissimi;
- gli autobus sono puntuali e la gli automobilisti quando c'è qualcuno sulle strisce si fermano per farlo passare... embè? Per uno che vive a Catania queste sono cose straordinarie, come le strade pulite e il traffico ordinato.
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giovedì, marzo 06, 2008
Sogni d'oro...
Voglio iscrivermi all'Università, solo che per farlo stavolta non basta la buona volontà, è un fattore economico, di soldi. Ora vi spiego meglio.
Io in questo momento mi dedico a 2 attività: in ordine di importanza, musica e lavoro.
Per la musica innanzitutto studio sia la batteria che il basso. Sono complessivamente 150 eurozzi circa al mese, spesa che i miei mi aiutano a sostenere. E poi suono. Il basso con i Boanerges (comprate il cd), la batteria con i Supravires, con una formazione blues ancora senza nome. Ci sono in ballo altri progetti, tra cui uno beatbox e voci in cui io dovrei rappare. Quest'attività al momento non rappresenta un entrata, ma solo uscite per affittare di volta in volta la sala prove.
Per il lavoro... sono impiegato presso l'azienda di mio padre e soci, lavoro part time, guadagno poco (meno di quando tu stia ragionevolmente pensando, ma non è una lamentela, Papi...). Ma quel poco mi aiuta a mantenere le mie (poche) spese fisse, per il resto me la cavo in quanto amabile bamboccione.
Ora per potermi iscrivere all'Università dovrei abbandonare una delle 2 attività. Cosa? No, no, la musica non si discute... anche se fossi sotto un ponte non la lascerei, non ora, non con la voglia e la fame che ho.
Quindi dovrei lasciare il lavoro. Ma come mantenere le mie spesucce? Semplice, potrei fare soldi con la musica. Non me ne servono poi così tanti. Basterebbe qualche serata pagata il giusto qua è la...
Quindi se da qui a settembre riesco a realizzare questa cosa, mi iscriverò all'Università (lasciando però scienze della comunicazione, che è un vicolo cieco).
Mentre io mi arrovello fra queste questioni e navigo su internet per dimenticare (non ho i soldi per bevande altamente alcoliche) mi imbatto in questo sito: questo ragazzo Olandese, Yde Van Deutelkom, di 22 anni è un GENIO.
Sta tutto il giorno sul suo letto. Dorme, legge, gioca, naviga, guarda la tv. Tutto dal suo letto. Si alza solo per andare in bagno, lavarsi e mangiare. Tutto ciò viene ripreso da un webcam piazzata in camera sua... Sul suo sito le visite si fanno parecchie. Così ci sono aziende disposte a pagargli uno spazio pubblicitario.
Morale della favola: in 22 giorni ha già guadagnato più di 8.000 dollari. Io un anno di lavoro part time non ci arrivo.
Lui è un genio... io un bamboccione sognatore. Con una solo differenza...
Nessuno mi paga per sognare.
Io in questo momento mi dedico a 2 attività: in ordine di importanza, musica e lavoro.
Per la musica innanzitutto studio sia la batteria che il basso. Sono complessivamente 150 eurozzi circa al mese, spesa che i miei mi aiutano a sostenere. E poi suono. Il basso con i Boanerges (comprate il cd), la batteria con i Supravires, con una formazione blues ancora senza nome. Ci sono in ballo altri progetti, tra cui uno beatbox e voci in cui io dovrei rappare. Quest'attività al momento non rappresenta un entrata, ma solo uscite per affittare di volta in volta la sala prove.
Per il lavoro... sono impiegato presso l'azienda di mio padre e soci, lavoro part time, guadagno poco (meno di quando tu stia ragionevolmente pensando, ma non è una lamentela, Papi...). Ma quel poco mi aiuta a mantenere le mie (poche) spese fisse, per il resto me la cavo in quanto amabile bamboccione.
Ora per potermi iscrivere all'Università dovrei abbandonare una delle 2 attività. Cosa? No, no, la musica non si discute... anche se fossi sotto un ponte non la lascerei, non ora, non con la voglia e la fame che ho.
Quindi dovrei lasciare il lavoro. Ma come mantenere le mie spesucce? Semplice, potrei fare soldi con la musica. Non me ne servono poi così tanti. Basterebbe qualche serata pagata il giusto qua è la...
Quindi se da qui a settembre riesco a realizzare questa cosa, mi iscriverò all'Università (lasciando però scienze della comunicazione, che è un vicolo cieco).
Mentre io mi arrovello fra queste questioni e navigo su internet per dimenticare (non ho i soldi per bevande altamente alcoliche) mi imbatto in questo sito: questo ragazzo Olandese, Yde Van Deutelkom, di 22 anni è un GENIO.
Sta tutto il giorno sul suo letto. Dorme, legge, gioca, naviga, guarda la tv. Tutto dal suo letto. Si alza solo per andare in bagno, lavarsi e mangiare. Tutto ciò viene ripreso da un webcam piazzata in camera sua... Sul suo sito le visite si fanno parecchie. Così ci sono aziende disposte a pagargli uno spazio pubblicitario.
Morale della favola: in 22 giorni ha già guadagnato più di 8.000 dollari. Io un anno di lavoro part time non ci arrivo.
Lui è un genio... io un bamboccione sognatore. Con una solo differenza...
Nessuno mi paga per sognare.
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mercoledì, ottobre 31, 2007
Ditemi che non trasmettono emozioni
lunedì, ottobre 22, 2007
Scripta manent, verba volant

Nuova disciplina dell’editoria e delega al Governo per l’emanazione
di un testo unico sul riordino della legislazione nel settore editoriale
(disegno di legge 3 agosto 2007)
Art. 2
(Definizione del prodotto editoriale)
1. Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da
finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento,
che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale
esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.
Art. 5
(Esercizio dell’attività editoriale)
1. Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e
distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta
pubblicitaria. L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in
forma non imprenditoriale per finalità non lucrative.
(Esercizio dell’attività editoriale)
1. Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e
distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta
pubblicitaria. L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in
forma non imprenditoriale per finalità non lucrative.
Art. 6
(Registro degli operatori di comunicazione)
1. Ai fini della tutela della trasparenza, della concorrenza e del pluralismo
nel settore editoriale, tutti i soggetti che esercitano l’attività editoriale
sono tenuti all’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione, di
cui all’articolo 1, comma 6, lettera a), numero 5, della legge 31 luglio
1997 n. 249. Sono esclusi dall’obbligo della registrazione i soggetti che
operano come punti finali di vendita dei prodotti editoriali.
(Registro degli operatori di comunicazione)
1. Ai fini della tutela della trasparenza, della concorrenza e del pluralismo
nel settore editoriale, tutti i soggetti che esercitano l’attività editoriale
sono tenuti all’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione, di
cui all’articolo 1, comma 6, lettera a), numero 5, della legge 31 luglio
1997 n. 249. Sono esclusi dall’obbligo della registrazione i soggetti che
operano come punti finali di vendita dei prodotti editoriali.
Come messo in evidenza da Beppe Grillo, questo significherebbe che anche noi blogger dovremmo registrare il nostro Blog, tra una trafila di documenti e qualche decina di euro per le marche da bollo. Chi di noi sarebbe disposto a fare ciò?
Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e padre della riforma, sdrammatizza: "Lo spirito del nostro progetto non è certo questo. Non abbiamo interesse a toccare i siti amatoriali o i blog personali, non sarebbe praticabile".
Ma queste sono solo parole, Scripta manent, verba volant.
E quello che rimane è una proposta di legge, già approvata all'unanimità dal Governo che, se passasse, vorrebbe dire mettere fuorigioco tantissimi blog. Un bavaglio alla libera informazione e all'intrattenimento.
Complimenti...
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venerdì, ottobre 12, 2007
venerdì, agosto 31, 2007
Dialogo tra padre e figlio

- Oh Pa', che bello. Settimana prossima inizio a lavorare mezza giornata al giorno. Ricordi vero?
- Si, si. Ma che devi fare?
- Niente, inizio ad informarmi per l'università.
- Prima però cerca di completare tutto il lavoro arretrato.
- Già fatto, tranquillo principale.
- Sicuro?
- Certo Pa'.
- Boh, ho i miei dubbi.
- Papà ma perchè ogni volta sto discorso?
- Non lo so, non ti vedo appassionato nel lavoro.
- Vabbè quello non è un mistero per nessuno, non mi piace; ma lo svolgo con impegno.
- Ma allora che ti piacerebbe fare, scusa?
- Papà il mio sogno è vivere di musica, che è la mia passione lo sai. Ogni altro lavoro per me è una ruota di scorta che non mi soddisfa.
- Ma scusa allora sta scienza della comunicazione a che ti serve?
- Beh, apre le porte per le public relation in aziende pubbliche e private, giornalismo, cose così.
- Cose che non sono il tuo sogno insomma, tempo e soldi sprecati.
- Beh in un certo senso hai ragione.
- Scusa allora perchè non investiamo soldi e tempo nella tua passione? Prova ad entrare in un conservatorio, che ne so... Informati. Devi studiare quello che ti piace e basta.
- Ci penserò, grazie.
lunedì, agosto 20, 2007
I'm back
Si, sono tornato. Ricaricato da queste splendide ferie appena finite.
Posti splendidi, gente meravigliosa, amici, risate, lunghe camminate, arte, amatriciana col guanciale, affreschi, strada sgombra da confusione, concittadini conosciuti lontano da casa, tartufo di Pizzo, benedizioni, contatto con Dio, mare limpido la sera, falò in spiaggia, coda per i Musei Vaticani, Roma vista dalla Cupola di San Pietro, i Sassi di Matera, lo Zomaro e la tonnara in Calabria, il campeggio di Caraffa, le esperienze uniche che regala, la metropolitana di Roma fino a Cinecittà, l'abbacchio, il cibo cinese, l'ospitalità delle famiglie di amici che ringrazio, amici con cui ridere, amiche che disinfettano ferite (come canta Ligabue), la stupida caduta in autostrada, il B&B a modo, il bar siciliano in piazza Colonna, la galleria Alberto Sordi, Montecitorio deserto, la meravigliosa casa in legno sul lago, le partite a ping pong, l'amore di Dio, la gioia di stare insieme a parlare di cose più o meno alte, i tuffi, le quasi 1000 foto, girare per Roma orientandosi alla perfezione, piazza di Spagna la sera, gli americani che fanno il toga party per strada, il turista rumeno che mi dice "Siciliano? Mafia!", Ponte Milvio e i suoi lucchetti, la non voglia di tornare al lavoro, le quasi lacrime, il cambio della guardia all'Altare della Patria, io, i miei ricordi, le mie ferite, le mie cicatrici e gente da ringraziare, Fabrizio il fedele cugino-gemello e compagno d'avventura, i genitori che mi aspettavano a casa, mio fratello e mio nipote che mi mancavano.
Io, Dio, gli amici, la musica, i miei sogni e i miei progetti.
Io e, per una volta, l'orgoglio di essere quello che sono... e la vita continua.
martedì, luglio 17, 2007
martedì, luglio 03, 2007
Io canto

Lunedì sera ho fatto la mia esibizione al saggio di fine anno della scuola di musica che frequento.
Prendo lezioni di canto così ho cantato un pezzo scritto da me. Ma il momento più alto della mia esibizione è stata la frase iniziale/rompighiaccio.
"Siete un pubblico stupendo. Non avevo mai cantato davanti ad un pubblico così bello. Anche perchè è la prima volta che canto in pubblico."
Immaginate il resto
giovedì, giugno 21, 2007
Dopo il sogno, un progetto...

Sotto il punto di vista personale, ci eravamo lasciati con il mio sogno farneticante. Adesso invece è tempo di cambiamenti, di fare progetti spinto forse anche dalla particolarità di questo periodo.
Un periodo che mi ha pure portato inevitabilmente a delle riflessioni e devo ammettere che non sono così negative. Sapete, c'è una persona che senza avermi mai visto nè sentito, raccogliendo impressioni dai blog per quanto possibile, ha capito una cosa di me che molti altri che mi "conoscono" meglio non hanno mai capito.
Questa cosa mi ha impressionato davvero tanto e mi ha portato a pensare. Da questo ho capito che in realtà sono più forte di quanto mi ero imposto e di quanto pensavo. Credevo che la fine della bellissima relazione tra me e la mia spendida ex, mi portasse ad uno stato di rintanamento, ad un rifiuto del mondo esterno, ad un piangermi addosso a dismisura, ad una forte autocommiserazione.
In realtà tutto ciò l'ho davvero sfiorato e non sono sicuro che sia finito del tutto, ma grazie alla persona di cui sopra, al mio grandioso gemello Fabrizio, alla mia ex stessa, alla famiglia, a Dio, a un paio di amiche e alla musica mi sono riscoperto. Ciò non vuol dire che non stia ancora soffrendo per la separazione ma di sicuro oggi guardo al mio futuro con fiducia e speranza, con la forza e la convinzione adatte a spingermi a disegnare da me il mio futuro.
Così la decisione di reimmatricolarmi all'Università riacquista nuovo vigore e cresce d'importanza. A ciò si aggiunge la parte musicale del mio progetto di vita. Ho intenzione infatti di riprendere lezioni sia di basso che di batteria, di acquistare un nuovo amplificatore per il basso, di sostituire la mia batteria con una nuova e migliore, di allestire il mio studio/sala prove, di ricercare quelle situazioni che mi possano portare anche a guadagnare qualche soldo con la musica.
Già, infatti il mio progetto è quello di riuscire a vivere di musica. Non so ancora bene come, l'unica certezza è quella però di avere abbastanza tempo a disposizione, essendo ancora 21enne. So pure che ce la metterò tutta, darò tutto me stesso, ce la farò. Nei prossimi 5 anni della mia vita mi impegnerò al meglio per laurearmi (di primo e secondo livello) con un buon voto; mi impegnerò con i miei strumenti; mi impegnerò in fase compositiva; mi impegnerò con i fantastici Boanerges; mi impegnerò (per quanto possibile) nei miei sforzi letterari; mi impegnerò per piacere al mio maestro ed eroe Gesù Cristo. Ovviamente tutto col beneficio del dubbio, visto che non è dato sapere cosa mi aspetta dietro l'angolo, ça va sans dire.
Vi state chiedendo se tutti questi impegni mi spaventano? No, affatto, anzi mi affascinano.
Lo so, tutto questa foga magari è il tentativo di colmare quel vuoto. Magari si tratta delle fantasie di un ragazzo poco coi piedi per terra. Non lo so e non mi importa. Questo sentivo di dire e questo ho detto. Punto.
PS: rileggendo questo post ho capito che forse è il più brutto che abbia mai scritto. Ma non lo cancello e non lo modifico.
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mercoledì, giugno 06, 2007
Sogno

Certo, non posso dire di non essere stanco. Ma ogni volta che vedo i fiumi d'asfalto orlati di case grigie e impersonali sfumare fino a diventare lo sterrato che porta alla mia tenuta, riacquisto molte delle mie energie.
Sembra essere passato un secolo da quando sono partito dall'aeroporto di Tokyo. Grazie a Dio la tournèe è andata alla grande. E' stata la mia prima volta in Giappone e sono soddisfatto. Il pubblico del sol levante è più vivo di quanto ci si possa aspettare ed è divertente notare l'italiano con cui cantano le mie canzoni.
Il taxi mi ha appena lasciato davanti al grande portone in ferro battuto e legno che introduce alla mia umile dimora e che costituisce l'ingresso secondario. Mi sono sparato un molto americano "Tenga il resto". Il mio covo non sembra essere cambiato molto; beh, del resto tornando almeno due volte al mese anche quando sto in tour è difficile notare cambiamenti. La casa della famiglia di Augusto è sempre lì, lui sarà da qualche parte, magari a preparare il formaggio o a badare all'orto, aiutato dai suoi figli. Cari ragazzi. Bud e Loeffe, i miei due Labrador mi corrono incontro. Procedendo mi lascio alle spalle la stalla, il fienile/magazzino e i box dei cavalli. Mi appresto a salire la rampa con ciottoli che porta alla piscina, alle spalle della cascina opportunamente ristrutturata, in un misto di legno, alluminio e vetro.
E' sempre bella, forse più di due settimane fa. Mi aspetta seduta sui gradini che portano alla porta sul retro della cascina. Non sono abituato a non vederla per così tanto; ma stavolta non ha potuto seguirmi in tour, ha preferito rimanere a consolare la sorella che si era da poco separata dal marito. Così mi sono ritrovato tra Pechino, Shangai, Seul, Sapporo e Tokyo senza la mia corista, la mia manager, la mia musa ispiratrice.
Ci abbracciamo come se non ci vedessimo da dieci anni e ci perdiamo per non so quanto tempo in un lungo bacio. Mi aiuta a portare le valigie in cucina e mi invoglia a fare una doccia. Io rifiuto. Ho un'altra idea. Mentre noto il suo stupore, relativo alla mia foga nonostante la ovvia stanchezza, la trascino verso il box. Lei è divertita. Entriamo, e montiamo ognuno sul proprio cavallo, non prima di averlo coccolato a dovere.
Amo raccontare le mie cose a lei mentre passeggiamo a cavallo. E' a cavallo che le chiesi di sposarmi, mi ricordo che schizzò via verso il laghetto; la raggiunsi poco dopo trovandola in ginocchio, in lacrime, con due anelli in mano. Voleva chiedermelo lo stesso giorno.
Per qualche istante anche lei ha lo sguardo perso, magari ricorda quel che ricordo io. Le racconto della tournèe, di quanto mi è mancata lei, la cascina, l'aria incontaminata che si respira nella tenuta. Mi dice che stasera verranno Carlo con Luisa e Angelo con Patrizia. Non mi dispiace l'idea di festeggiare con i nostri più cari amici il successo del tour mondiale. Così rientriamo in casa mentre mi illustra il menu della serata.
Pomodorini con ricotta fresca, carote e sedani. Salumi vari. Tagliatelle ai funghi. Vari tagli di carne con insalata condita con olio d'oliva. Vino rosso. Cannoli alla ricotta. La cosa che mi da più soddisfazioni è il fatto che tutti, e dico tutti, gli ingredienti del menu provengono dalla nostra tenuta. Facciamo persino il pane, la pasta, i salumi, tutto. Solo i funghi sono "stranieri" perchè provengono da un bosco a una trentina di chilometri da casa. Augusto e i suoi figli sono gli artefici di tutto, anche se sia a me che a lei piace di tanto in tanto mettere le mani, per poter dire di essere stati noi a fare il tutto.
Immagino giù il cibo preparato da lei in maniera divina. Le chiacchiere, le risate con gli amici. Poi dopo cena scenderemo tutti in cantina, nella parte di essa adibita a sala prove/registrazione. Come al solito si strimpellerà, si butterà giù qualche idea, si suoneranno canzoni famose stravolgendole, godendo delle allegre risate delle nostre compagne. Immerso in questi pensieri, nella mia vita, nel profumo di lei, mi avvio verso la doccia. Ho pure il tempo di stendermi un oretta.
Non le ho dato nulla di ciò che le ho portato. Lascio che sia lei a trovare il tutto mentre disfa le valige, contravvenendo al mio imperativo divieto. Mi piace sistemare la mia roba. Ma ormai è una specie di tradizione. Lei che apre le valige, trova i suoi regali, importanti o stupidi che siano; negherò di essere stato io a metterli li. "Non ne so nulla mia Signora, lo giuro", "Vile traditore e menzognero, pagherai per questo".
Mentre mi avvio verso la doccia, canticchiando Amazing Grace, sorrido. Pago sempre volentieri la punizione che la mia Signora mi impone per trasgressioni come quella dei regali negati.
Scusate gli errori, of course.
Questo post strano nasce dall'idea che ho trovato nel blog http://summer89.splinder.com/.
Cioè descrivere come ci vediamo da grandi. Ovviamente (come suggerito dal titolo del post) il mio è un sogno. Ho infatti volontariamente tralasciato come mi vedo davvero da grande... sarebbe stato una tristezza.
Meglio il sogno.
martedì, giugno 05, 2007
Tempo di cambiamenti

Durante l'ultimo trasloco, estate '91, avevo solo 5 anni.
Non ricordavo quanto fosse stancante, quanta confusione si crei. Il fastidio di non trovare le cose che servono. Insomma una tribolazione che dura già da qualche settimana.
Certo si soffre meno osservando il fatto che la nuova casa presenta molti miglioramenti rispetto a quella che oggi lasciamo definivamente.
Quando si dice, "Tempo di cambiamenti".
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