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venerdì, ottobre 30, 2009

Io studio teologia

Oggi sono arrivati i primi materiali di studio dell'anno accademico 2009 - 2010, il mio secondo anno. Sono due presentazioni di pneumatologia: una relativa al programma e una alla prima lezione.

Ecco una frase riportata nella seconda presentazione:

“L’impulso propriamente teologico non può avere altra origine che la passione di Gesù Cristo, il Signore crocifisso. Lo studio della teologia inizia là dove l’uomo nel suo domandare e cercare s’imbatte nella croce, dove egli riconosce nella sofferenza di Dio in mezzo all’odio degli uomini la fine di tutte le sue passioni”.
(Dietrich Bonhoeffer).

Ecco, questo, in breve, è il motivo per cui studio teologia.

martedì, settembre 15, 2009

Disponibile il frammento più antico del Deuteronomio


In New Jersey si trova il Princeton Theological Seminary, facente capo alla chiesa Presbiteriana americana, istituto in cui ebbe un ruolo direttivo, a cavallo tra il XIX e il XX sec., Benjamin B. Warfield, grande teologo ed esperto di Calvinismo, autore di parecchi libri tra cui Rivelazione e ispirazione, Alfa & Omega (Caltanissetta), 2001. Lo stesso Warfield fu colui che propose la definizione diventata classica: "La teologia è la scienza di Dio e del Suo rapporto con l'uomo e con il mondo".

Uno dei nomi di spicco dell PTS è sicuramente quello di James H. Charlesworth, eclettico teologo neotestamentario, che aveva già fatto parlare di se nel 2007, quando fece delle considerazioni negative circa la presunta scoperta di un contenitore con le ossa di Gesù. Qui le sue riflessioni: http://www.ptsem.edu/NEWS/images/Charlesworth%20comment.pdf

Charlesworth, che al PTS è docente di Linguaggio e Letteratura del Nuovo Testamento ed esperto di cultura ebraica e rotoli di Qumran, ha fatto un'interessante scoperta.

Analizzando un frammento del libro del Deuteronomio rinvenuto nelle grotte di Qumran, sul Mar Morto, in possesso della Azusa Pacific University, lo studioso ha affermato che il testo più antico mai ritrovato circa il quinto libro della Torah, sia proprio da ricercare tra i frammenti rinvenuti nel 1947.

Secondo Charlesworth, questo testo sarebbe scevro dalle influenze delle dispute dottrinali tra le diverse scuole rabbiniche.

Deve però tranquillizzare il fatto che le differenze sin qui trovate non entrino nel campo strettamente dottrinale, ma si limitino a particolari spesso toponomastici.

Resta comunque da ricordare che in campo biblico non sempre vale il principio secondo cui il testo più antico o quello prodotto in più copie o il più completo è anche il più attendibile.

Rimane comunque sempre affascinate seguire le evoluzioni e le scoperte che possono portare ad una traduzione della Bibbia più vicina possibile al testo originale, ma un buon cristiano non dimentichi mai il ruolo dello Spirito Santo nella rivelazione biblica. Lo Spirito Santo infatti è Colui che prende del Suo (di Gesù) e lo da agli uomini, e Gesù è proprio il protagonista assoluto di tutti i 66 libri delle Sacre Scritture: conoscere Gesù è conoscere la Bibbia e viceversa. Puoi essere il miglior teologo al mondo, ma senza la guida della terza persona della Trinità non conoscerai mai davvero la Parola di Dio profondamente.

Anzi la piena comprensione del piano di Salvezza di Dio per l'umanità nella persona di Gesù Cristo, secondo le Scritture, quella comprensione e accettazione di Gesù come personale Signore e Salvatore, quella certezza che ti da vita eterna, è accolta dalla umile e ignorante gente comune con maggiore fede di quanto non facciano gli accademici.

La mia preghiera è che nel mondo accademico si possa tornare alla fede vera che è sufficente per rapportarsi con Dio in maniera giusta. Tutti gli studi che ben vengano, ma rimangano sottoposti al rapporto personale Uomo-Dio.

Perchè, come mi disse il Prof. Pawel Gajewski: "La fede non ha bisogno di stampelle".

Chiudo con una citazione delle considerazioni di Charlesworth: "Archaeology cannot form faith;
it can only inform faith."

Dio ci benedica

martedì, settembre 01, 2009

Stagione 2009-2010, si alzi il sipario



Le ferie sono finite.

Cioè, quando hai una sola settimana di ferie non fai nemmeno in tempo a capire quando iniziano.

Inizi ad avere solo una piccola percezione intorno al quarto giorno su 6. Ad ogni modo, per quest'anno è finita. Certo rimarrà la meravigliosa esperieza calabrese del ritiro spirituale con i membri della Chiesa che frequento, e non avrei potuto avere settimana migliore.

Adesso via con attività e buoni propositi, tipici di settembre: dieta e palestra la fanno da padrone. Poi c'è l'università che fra poco più di un mese riapre i battenti, mille cose da organizzare con gli amici "prima che inizi il cattivo tempo", il cuore che non la smette più di marciare in una direzione.

Dubbi, paure, attese, gioie, umore altalenante, serenità, voglia di crescere, voglia di rimanere bambino, sguardi, parole, determinazione, crescita spirituale, responsabilità, impegno, spensieratezza. Ma sopratutto la voglia di servire Dio, facendo la Sua Santa e Perfetta volontà.

Venghino siore e siori... si alzi il sipario... la stagione 2009-2010 si preannuncia sfavillante.

Comunque vada.

sabato, luglio 04, 2009

E chi lo avrebbe mai detto...

Sono stanchissimo.

Oggi è stata l'ultima di 3 giornate di esami. Full immersion tra test scritti, tesine, colloqui orali.

7 esami scritti, 6 esami orali. 7 materie date in 3 giorni

Ebraico I
Greco I
Introduzione all'Antico Testamento
Introduzione al Nuovo Testamento
Storia del Movimento Pentecostale
Inglese I
Teologia e tecnica dell'evangelizzazione.

7 materie sicuramente passate, anche se aspetto i voti. Ma in generale è andata molto meglio delle mie più rosee aspettative, perchè ho studiato poco e male. Però è andata, grazie a Dio che mi ha sostenuto.

PS: Roberta mi avevi chiesto tu informazioni sul libro di Yancey? Se vuoi ci ho fatto su la recensione, valida come tesina di introduzione all'antico testamento...

giovedì, novembre 13, 2008

If God is for us, who can be against us...

Ormai era necessario fare una copia di quel cd. Da li a poco avrebbe smesso di funzionare perchè sottoposto a troppo lavoro negli ultimi 10 giorni. In modo particolare la traccia 6, "I Love" e la 7, "God is for us". Ascoltate più volte al giorno. E quelle parole particolari, frammenti di una lingua che avrebbe voluto conoscere meglio. "I love to bring you praise... so I will love you" ma soprattutto "If God is for us, who can be against us?". "Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?".

Era anche il ritornello di una canzone che lui stesso aveva suonato, in italiano però. Ma in quel particolare momento della sua vita forse funzionavano meglio in inglese, forse era la novità. Non sapeva spiegarselo. Ma quando non poteva ascoltare, cantava: "If God is for us, who can be against us...".

E gli capitava sempre più spesso. Perchè ci sono problemi che insieme a noi hanno milioni di persone nel mondo, dico milioni perchè ce ne sono miliardi che ne hanno di ben più gravi. Ma mentre quei problemi capitavano a lui, si sentiva come se fosse il solo al mondo a doverli affrontare. E quindi quei versi di quella canzone, ripetuti ad oltranza. "If God is for us, who can be against us...". E funzionava, eccome se funzionava. Perchè quelle parole erano più del loro significato in senso stretto, peraltro di per se già meraviglioso e sufficiente a tirare su dalle peggio situazioni. Ma c'era qualcosa dietro.

Quel Cd, gli era stato regalato da delle persone a cui si era affezionato molto. Li aveva conosciuti e frequentati per soli 4 giorni, ma gli sembravano almeno 4 anni. E loro erano 4. Di Baton Rouge, capitale della Louisiana (USA)... 4 dei responsabili giovanili di una chiesa enorme con 7.000 membri. Erano stati in un paese vicino a dove lui viveva per tenere una conferenza giovanile organizzata dalla chiese locali siciliane. Il tema era stato "Lo stile di vita secondo il modello dell'adorazione". "If God is for us, who can be against us...".

Spesso durante quelle riunioni si era commosso fino alle lacrime per quello che stava succedendo: centinaia di giovani uniti dall'amore per Cristo. Che per 3 giorni sono stati insieme a cantare, pregare, ascoltare insegnamenti e testimonianze, a giocare, a scherzare, a socializzare. "If God is for us, who can be against us...". Lo riempiva di gioia tutto ciò. Amava i giovani in maniera eccezionale e desiderava che tutti i giovani della sua città e dei paesi vicini potessero conoscere l'amore di Cristo. Quello che ti cambia la vita, quello che ti rialza, quello che ti fa sentire amato, importante.

E mentre c'erano quelle riunioni nell'auditorium dell'albergo, lui rifletteva sulla sua situazione. E si scopriva meschino davanti ad un Dio che lo perdonava, che aveva dato se stesso per lui, proprio per lui che non riusciva a dare a quel Dio ciò che voleva... tutta la sua vita. Ci stava provando, sapeva di poterci riuscire, non con le proprie forze, ma chiedendo aiuto ancora una volta a Cristo. "If God is for us, who can be against us...".

Quando Mike predicava tradotto da Marco o Terry insegnava o Trey raccontava la sua testimonianza o Blair incoraggiava al servizio volontario verso il prossimo, quando Francesco pregava e suonava ed altri suonavano e cantavano e tutti insieme saltavano per la gioia, quando avvenivano queste cose meravigliose, lui capiva che era possibile dedicare la propria vita a Dio. "If God is for us, who can be against us...". Non solo era possibile, ma era anche conveniente, meraviglioso.

Poi la conferenza finì e lui si ritrovo con un cd da ascoltare, un libro in inglese da leggere, tanti appunti, e una gioia immensa nel cuore. Ma adesso non c'erano più gli americani, non c'erano le centinaia di giovani gioiosi. Ora era da solo con Dio. Lui, i suoi problemi e Dio. "If God is for us, who can be against us...".

Ma scoprì che da solo era più debole. Quindi realizzò la necessità e l'urgenza di stare sempre in comunione con Dio, con Cristo, con lo Spirito Santo. "If God is for us, who can be against us...". Ricordava ancora con nostalgia il nonno morto solo un mese prima, non poteva dimenticarlo. Gli teneva la mano mentre spirava, e anche poche ore prima, mentre dall'altra parte la moglie, la cara nonna, dopo 62 anni insieme lo baciava piangendo, perchè capiva che stava per perdere la sua metà. "Come faccio ora da sola? Mario non mi lasciare!" e lo baciava e lui, in semincoscienza, con la sua bocca ormai priva di denti, senza forze, riusciva a protendere la sua testa, schiudendo le labbra, come per un ultimo bacio. Muccino non era nessuno. Ma Dio aveva accolto l'anima dell'amato nonno, ne era sicuro.

E poi il problema del lavoro. Già, la Sicilia, terra meravigliosa ma dall'offerta limitata. Lavoro che proprio non arriva, nonostante decine di curriculum inviati, richieste personali a conoscenti, ma niente. Questo inserito in una grave crisi economica familiare. NOn saperva come fare. E' vero non sono i soldi a fare la felicità, ma quando tutte le tue certezze sul futuro e sul presente vengono a mancare di un sol colpo, non è facile, ti manca il terreno sotto i piedi. Ma non disperava, era fiducioso. "If God is for us, who can be against us...".

Negli ultimi mesi si sentiva spesso solo. A 22 senza una ragazza... a volte questi pensieri gli venivano alla mente e non erano piacevoli. I suoi amici più cari stavano passando un brutto periodo e gli appuntamenti settimanali iniziavano a saltare di tanto in tanto. Ciò unito al fatto che aveva perso i rapporti con molti amici ormai da mesi. Si trovava ad affrontare pure grossi problemi di tipo spirituale. Non tanto a carattere personale, ma quanto ecclesiale. Confusione, teorie, scoraggiamento, pausa, speranza. "If God is for us, who can be against us...".

Adesso era una matricola alla Facoltà di Teologia e Scienze Religiose. Voleva dare il massimo per studiare ciò che più lo appassiona, per preparsi, per formarsi in vista di qualunque cosa Dio avrebbe potuto affidargli. Sapeva che ogni suo problema si sarebbe risolto, che ai figli di Dio non manca mai il necessario (seppure bisogna imparare a rinunciare), che avrebbe trovato un lavoro, l'amore che forse era più vicino di quanto credeva. Sperava pure nella realizzazione del sogno di andare a trovare i suoi fratelli americani e di essere più unito e collaborativo con quelli della sua città. Coltivava il sogno di vedere le persone che amava dare il proprio cuore a Cristo. Insomma, forse a furia di ascoltare e di ripetere quelle parole, aveva davvero realizzato nel suo cuore cosa quelle parole significano. "If God is for us, who can be against us...".

PS: Grazie a: Dio, Gesù Cristo, lo Spirito Santo, Francesco, Piero, Salvo, Daniele, Laura, Gabriella, Elisa, Elisa, Emmanuele, Orazio, Pastore Mario, Salvo, Marina, Mike, Terry, Trey, Blair, Fabrizio, Serena, Georgia, Gianluca, Ketty, Anna, Alessandro, Giulio, Gaetano, mamma , papà, Samuele, Vita, Daniele, Gioele, Pina, Carmelo and many many more.

giovedì, marzo 06, 2008

Sogni d'oro...

Voglio iscrivermi all'Università, solo che per farlo stavolta non basta la buona volontà, è un fattore economico, di soldi. Ora vi spiego meglio.

Io in questo momento mi dedico a 2 attività: in ordine di importanza, musica e lavoro.

Per la musica innanzitutto studio sia la batteria che il basso. Sono complessivamente 150 eurozzi circa al mese, spesa che i miei mi aiutano a sostenere. E poi suono. Il basso con i Boanerges (comprate il cd), la batteria con i Supravires, con una formazione blues ancora senza nome. Ci sono in ballo altri progetti, tra cui uno beatbox e voci in cui io dovrei rappare. Quest'attività al momento non rappresenta un entrata, ma solo uscite per affittare di volta in volta la sala prove.

Per il lavoro... sono impiegato presso l'azienda di mio padre e soci, lavoro part time, guadagno poco (meno di quando tu stia ragionevolmente pensando, ma non è una lamentela, Papi...). Ma quel poco mi aiuta a mantenere le mie (poche) spese fisse, per il resto me la cavo in quanto amabile bamboccione.

Ora per potermi iscrivere all'Università dovrei abbandonare una delle 2 attività. Cosa? No, no, la musica non si discute... anche se fossi sotto un ponte non la lascerei, non ora, non con la voglia e la fame che ho.

Quindi dovrei lasciare il lavoro. Ma come mantenere le mie spesucce? Semplice, potrei fare soldi con la musica. Non me ne servono poi così tanti. Basterebbe qualche serata pagata il giusto qua è la...

Quindi se da qui a settembre riesco a realizzare questa cosa, mi iscriverò all'Università (lasciando però scienze della comunicazione, che è un vicolo cieco).

Mentre io mi arrovello fra queste questioni e navigo su internet per dimenticare (non ho i soldi per bevande altamente alcoliche) mi imbatto in questo sito: questo ragazzo Olandese, Yde Van Deutelkom, di 22 anni è un GENIO.

Sta tutto il giorno sul suo letto. Dorme, legge, gioca, naviga, guarda la tv. Tutto dal suo letto. Si alza solo per andare in bagno, lavarsi e mangiare. Tutto ciò viene ripreso da un webcam piazzata in camera sua... Sul suo sito le visite si fanno parecchie. Così ci sono aziende disposte a pagargli uno spazio pubblicitario.

Morale della favola: in 22 giorni ha già guadagnato più di 8.000 dollari. Io un anno di lavoro part time non ci arrivo.

Lui è un genio... io un bamboccione sognatore. Con una solo differenza...
Nessuno mi paga per sognare.

venerdì, ottobre 12, 2007

Apriti cielo...



Ooops... credo sia scaduto il termine per l'iscrizione!!!

venerdì, agosto 31, 2007

Dialogo tra padre e figlio


- Oh Pa', che bello. Settimana prossima inizio a lavorare mezza giornata al giorno. Ricordi vero?
- Si, si. Ma che devi fare?
- Niente, inizio ad informarmi per l'università.
- Prima però cerca di completare tutto il lavoro arretrato.
- Già fatto, tranquillo principale.
- Sicuro?
- Certo Pa'.
- Boh, ho i miei dubbi.
- Papà ma perchè ogni volta sto discorso?
- Non lo so, non ti vedo appassionato nel lavoro.
- Vabbè quello non è un mistero per nessuno, non mi piace; ma lo svolgo con impegno.
- Ma allora che ti piacerebbe fare, scusa?
- Papà il mio sogno è vivere di musica, che è la mia passione lo sai. Ogni altro lavoro per me è una ruota di scorta che non mi soddisfa.
- Ma scusa allora sta scienza della comunicazione a che ti serve?
- Beh, apre le porte per le public relation in aziende pubbliche e private, giornalismo, cose così.
- Cose che non sono il tuo sogno insomma, tempo e soldi sprecati.
- Beh in un certo senso hai ragione.
- Scusa allora perchè non investiamo soldi e tempo nella tua passione? Prova ad entrare in un conservatorio, che ne so... Informati. Devi studiare quello che ti piace e basta.
- Ci penserò, grazie.

giovedì, giugno 21, 2007

Dopo il sogno, un progetto...


Sotto il punto di vista personale, ci eravamo lasciati con il mio sogno farneticante. Adesso invece è tempo di cambiamenti, di fare progetti spinto forse anche dalla particolarità di questo periodo.
Un periodo che mi ha pure portato inevitabilmente a delle riflessioni e devo ammettere che non sono così negative. Sapete, c'è una persona che senza avermi mai visto nè sentito, raccogliendo impressioni dai blog per quanto possibile, ha capito una cosa di me che molti altri che mi "conoscono" meglio non hanno mai capito.

Questa cosa mi ha impressionato davvero tanto e mi ha portato a pensare. Da questo ho capito che in realtà sono più forte di quanto mi ero imposto e di quanto pensavo. Credevo che la fine della bellissima relazione tra me e la mia spendida ex, mi portasse ad uno stato di rintanamento, ad un rifiuto del mondo esterno, ad un piangermi addosso a dismisura, ad una forte autocommiserazione.

In realtà tutto ciò l'ho davvero sfiorato e non sono sicuro che sia finito del tutto, ma grazie alla persona di cui sopra, al mio grandioso gemello Fabrizio, alla mia ex stessa, alla famiglia, a Dio, a un paio di amiche e alla musica mi sono riscoperto. Ciò non vuol dire che non stia ancora soffrendo per la separazione ma di sicuro oggi guardo al mio futuro con fiducia e speranza, con la forza e la convinzione adatte a spingermi a disegnare da me il mio futuro.

Così la decisione di reimmatricolarmi all'Università riacquista nuovo vigore e cresce d'importanza. A ciò si aggiunge la parte musicale del mio progetto di vita. Ho intenzione infatti di riprendere lezioni sia di basso che di batteria, di acquistare un nuovo amplificatore per il basso, di sostituire la mia batteria con una nuova e migliore, di allestire il mio studio/sala prove, di ricercare quelle situazioni che mi possano portare anche a guadagnare qualche soldo con la musica.

Già, infatti il mio progetto è quello di riuscire a vivere di musica. Non so ancora bene come, l'unica certezza è quella però di avere abbastanza tempo a disposizione, essendo ancora 21enne. So pure che ce la metterò tutta, darò tutto me stesso, ce la farò. Nei prossimi 5 anni della mia vita mi impegnerò al meglio per laurearmi (di primo e secondo livello) con un buon voto; mi impegnerò con i miei strumenti; mi impegnerò in fase compositiva; mi impegnerò con i fantastici Boanerges; mi impegnerò (per quanto possibile) nei miei sforzi letterari; mi impegnerò per piacere al mio maestro ed eroe Gesù Cristo. Ovviamente tutto col beneficio del dubbio, visto che non è dato sapere cosa mi aspetta dietro l'angolo, ça va sans dire.

Vi state chiedendo se tutti questi impegni mi spaventano? No, affatto, anzi mi affascinano.

Lo so, tutto questa foga magari è il tentativo di colmare quel vuoto. Magari si tratta delle fantasie di un ragazzo poco coi piedi per terra. Non lo so e non mi importa. Questo sentivo di dire e questo ho detto. Punto.

PS: rileggendo questo post ho capito che forse è il più brutto che abbia mai scritto. Ma non lo cancello e non lo modifico.

giovedì, marzo 29, 2007

Van der Freshman


Finalmente aveva deciso di riprendere gli studi abbandonati da due anni. Lui che alle scuole superiori era stato uno studente brillante. Lui che, quei cinque esami dati due anni prima, li aveva superati con una buona media. Aveva affrontato il discorso con i genitori, la fidanzata ed alcuni amici. Fabrizio, il suo migliore amico, Piero, sua guida nella musica e non solo. E poi alcune persone, che forse definire amiche è tanto. Red-Fox e Chris, due colleghi di blog. Di quelle persone con cui ci si frequenta sulla blogosfera senza, magari, conoscersi di presenza. Se l'amicizia può essere dedotta dalla bontà dei consigli che le persone ci danno, Chris e Red-Fox potevano, certamente, essere suoi amici. E lo erano, almeno per lui. E non gli importava di essere ricambiato, sentiva che quei consigli e quello stare "vicino", per quanto possibile a centinaia di chilometri di distanza, specie da parte di Red-Fox, erano la password per aprire un nuovo account di amicizia.
Tutti avevano dato, chi per un motivo chi per un altro, lo stesso consiglio. Riprendere l'università. Riprendere gli studi. Anche se dopo due anni, doveva riprendere la strada che portava alla laurea. Presto o tardi - dicevano - te ne pentiresti.
Negli ultimi mesi quel pensiero gli si era insinuato prepotentemente dentro la testa.
Il mese di marzo oltre che pazzerello si era dimostrato portatore di buoni consigli.
Ritornò in piazza Dante col suo scooter. Non lo faceva da un po'. Gli sembrava tutto immutato. I parcheggiatori abusivi, simpatici con chi elargiva le mance, erano sempre lì; solo con qualche capello bianco in più. Entrò in segreteria, prese il biglietto per fare la coda. Prima di lui c'erano due dozzine di persone in fila. Decise di andare a fare un giro. Camminò per il cortile, scese al bar a comprare un pacchetto di Brooklyn. Non vide nessuna faccia conosciuta. Meglio così. Era solo un giro di ricognizione, sarebbe tornato in grande stile. Salì su per le scale girando a vuoto per quei corridoi che gli erano mancati. C'era polvere nell'aria a causa dei lavori in corso per il rifacimento di uno dei due chiostri. Molte finestre erano coperte col cellophane. Arrivò all'aula magna e tornò indietro. Con calma, mentre tornava in segreteria, si godeva i ricordi di quei mesi vissuti a metà tra lo studente e il lavoratore. Guardava gli annunci sulle bacheche, le mattonelle esagonali in cotto, gli studii dei professori. Scese la meravigliosa scala principale con quei marmi bianchi e le decorazioni. Arrivò in segreteria; attese che venisse il suo turno. Il segretario, affabile e spiritoso come lo ricordava, gli disse che, dei cinque esami sostenuti, solo quattro erano riconosciuti. Mancava la registrazione dello scritto di economia e gestione delle imprese. Poco male, un 26. Il voto più basso, proprio in economia. Lui che era ragioniere e adesso studiava Scienze della comuinicazione. Strana la vita. Poi però, con rammarico, il segretario continuò dicendo che avrebbe dovuto fare la dichiarazione di fine studi e poi reimmatricolarsi. A settembre sarebbe stato, per la seconda volta, una matricola. Non avrebbe perso i 21 CFU maturati ma avrebbe iniziato dal primo anno. A quasi 22 anni. Raccolse le sue carte e, con un sorriso amaro, uscì dalla segreteria. Si sentì, d'un tratto, vecchio ed inadeguato allo scopo. Laurearsi, se tutto andava bene, a 24 o 25 anni, non era il massimo. Ma che voleva farci, aveva gettato due anni nella tazza ed aveva pure tirato lo sciacquone. Chi sbaglia paga; e non c'erano cocci da trattenere. Uscì su piazza Dante. L'attempato signore era sempre lì. Con la bancarella coi libri a due euro. Libri impolverati. Sorrisi, chiacchere. Il sole splendeva in cielo e adesso pure nel suo cuore. Chissenefrega dei due anni persi. Il perso non si può più recuperare. Rimaneva solo da lavorare sodo. Per soddisfare quelle aspettative di cui si era caricato. E da settembre sarebbe stato, almeno per un anno, Van der Freshman.