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giovedì, novembre 15, 2007

Cosa ne pensano i giovani?



Ci risiamo, dopo Raciti un altra vittima di una guerra assurda tra forze dell'ordine e tifoserie. L'Italia è smarrita. Anche chi come me è e sarà sempre dalla parte delle forze di polizia, si interroga sulla morte del povero Gabriele Sandri; poi si prova sgomento per la reazione assurda delle tifoserie di molte città che hanno attaccato caserme e schieramenti di Polizia e Carabinieri.

E' una situazione surreale, se ci si lascia prendere dall'emotività si potrebbe pure arrivare ad ipotizzare scenari da guerra civile. Con certezza però mi unisco al cordoglio per Gabriele ed esprimo la speranza che venga fatta chiarezza su tutto ciò che è avvenuto domenica. Affichè chi ha sbagliato paghi.

Forse per la prima volta nel Van der Blog do spazio a qualcuno. Con l'intervista sottostante a C. un giovane medio. Non è nelle forze di polizia, non ha mai avuto problemi con la giustizia, non fa parte di nessuna associazione di tifo organizzato. Un ragazzo della strada... vediamo cosa pensa.

- Anni?
- 25.

- Dove vivi?
- Sopravvivo sull'Etna.

- Che lavoro fai?
- Impiegato nell'azienda di famiglia (per fortuna).

- Quanto guadagni?
- 770 Euro, vivo da solo, immagina tu...

- Come stai?
- Male.

- Perché?
- Perché il futuro è nelle mani di criminali.

- A chi ti riferisci?
- A tutta la classe politica.

- Non ti sembra azzardato fare di tutta l’erba un fascio? E soprattutto, lo dichiareresti pure mostrando il tuo volto?
- Non mi sembra azzardato e non avrei problemi a dichiararlo in pubblico, mettendoci la faccia.

- Non ti farebbe paura la possibilità di ricevere una tempesta di querele?
- No, anzi confermerebbe quello che sto dicendo.

- Non sono d’accordo, se mi dai del criminale e io non lo sono mi pare legittimo che io ti quereli. Non credi sia meglio parlare solo per i parlamentari condannati in via definitiva, tanto cari a Grillo?
- Se altri sono stati prescritti è perché sono stati furbi riuscendo ad eludere la giustizia.

- E tutti gli altri, la maggior parte, che ad oggi non hanno mai avuto problemi con la legge?
- Ormai manca la fiducia nei confronti della classe dirigente. Agli occhi di noi cittadini è la colpevolezza ad essere presunta, non l’innocenza. C’è uno sbandamento totale, non sai più se ci sia un solo politico di cui poterti fidare. Per questo lancio la provocazione dicendo che sono tutti colpevoli.

- Veniamo alla scottante attualità. Cosa ne pensi dei tragici fatti di domenica?
- Penso che ormai ci sia un accanimento reciproco tra le forze dell’ordine e una larga fetta di giovani, indipendentemente dal tifo calcistico. Non vogliamo scordare Giuliani e tutto quello che è successo al G8 di Genova.

- Quindi per te Carlo Giuliani e Gabriele Sandri sono vittime dello stesso sistema?
- Si ma in modo differente.

- Cioè? Spiega meglio…
- E’ vero che se Giuliani non avesse provato a colpire la camionetta dei Carabinieri con l’estintore magari sarebbe ancora tra noi. Desta perplessità, invece, la morte di un giovane reo di trovarsi coinvolto in una rissa. Ovviamente non è bello picchiarsi per nessun motivo, specie per il calcio; ma è pur vero che potrebbe capitare anche a me o a te di essere coinvolti, volontariamente o meno, in un rissa e non è bello pensare che potrebbe arrivare un poliziotto che per provare a calmare gli animi, uccide qualcuno.

- Stai dicendo che il poliziotto di Arezzo ha sparato volontariamente verso la macchina dove si trovava Gabriele?
- C’è la testimonianza di chi afferma di aver visto il poliziotto sparare a braccia tese, dubito ci si metta a braccia tese per sparare un colpo in aria. Probabilmente ha giocato un ruolo importante la contrapposizione tra polizia e giovani tifosi di cui parlavamo prima.

- Intanto il poliziotto è indagato per omicidio colposo, non volontario. Vediamo di capire prima come siano andate le cose, non credi?
- La verità a noi cittadini arriva sempre distorta, perché è in mano dei potenti. Come nel caso di Raciti, non mi pare si sia fatta chiarezza più di tanto, eppure il giovane accusato di omicidio è ancora in carcere. Ricordo che il medico di parte del legale del giovane Speziale (in carcere per l’omicidio di Raciti) aveva ipotizzato la compatibilità dei danni subiti dall’ispettore con l’impatto con un mezzo Discovery in dotazione alla polizia. E’ solo un’ipotesi ma non mi sembra sia stata trattata con la dovuta attenzione da parte di nessuna delle autorità competenti.


- Perché secondo te?
- Per insabbiare verità che potrebbero essere scomode per qualcuno visto che se la magistratura facesse il suo dovere in maniera trasparente, tanti interrogativi che noi cittadini ci poniamo avrebbero una risposta; e non parlo solo del caso Raciti, ma in generale.


- Un esempio al volo?
- Bernardo Provenzano.


- Cioè?
- Se non ricordo male, un pentito riferì, ad un colonnello del ROS, a metà degli anni ’90, il luogo in cui “Binnu u tratturi” si sarebbe recato per un incontro. Credo sia lecito chiedersi perché non fu arrestato allora, visto che era già latitante da anni. E ricorderei che andò tranquillamente in una clinica a Marsiglia passando inosservato… Strano da credere per uno dei maggiori ricercati d’Italia. E non parlo solo di Provenzano.


- E chi altri?
- Ricorderei solo le sedute spiritiche di Prodi, durante il rapimento Moro e le amicizie quantomeno sospette tra Berlusconi e Mangano e tra Mastella e Campanella. Credo che i cittadini abbiano diritto di sapere.


- Su questo non posso che convenire con te, anche se i processi ci sono stati. E’ una domanda che non ti pongo visto che so già come la pensi circa la Magistratura italiana. Torniamo alla morte di Sandri; cosa mi dici di tutto ciò che è successo dopo in varie città d’Italia, con caserme attaccate, scontri con la polizia, agenti feriti, eccetera?
- E’ più che normale data la situazione di “odio” che si è creata in Italia tra forze dell’ordine e giovani tifosi o meno. Molti ragazzi vedono nelle divise blu il nemico. Fai un giro negli stadi e senti i cori oppure gira per le città, troverai tante scritte “ACAB” sui muri, credo tu sappia che vuol dire.


- Si, lo so che cosa significa. Comunque non credo che un poliziotto rappresenti tutta la polizia. La stragrande maggioranza dei poliziotti non avrebbe ucciso, volontariamente o meno, Gabriele. Ma comunque non credi tale reazione sia spropositata?
- Purtroppo sono ragazzi senza delle guide che possano condurre le proteste in maniera civile. Basta che un gruppetto di loro proponga qualcosa, gli altri li seguono senza pensare, è l’unico modo che trovano per sfogare la rabbia che hanno addosso per una situazione che non è facile e non è rinchiusa negli stadi. Ma parte dal poco lavoro, le scarse retribuzioni, la vita sempre più cara e quindi difficile, la precarietà che caratterizza tutta una fascia di popolazione. A questo si aggiunge una classe politica che pensa solo ai propri affari. Quando pure le forze dell’ordine vengono viste come ostili, il risultato è quello che stiamo vivendo. I giovani si sentono abbandonati dallo Stato. Tutto ciò secondo me è un modo, magari non condivisibile, di far sentire la propria voce.


- Esatto, non condivisibile, da condannare. Credo si debba puntare su forme di protesta civili e legali, senza nuocere ad altre persone. Secondo te quale potrebbe essere la soluzione?
- Seguire l’esempio di altri Paesi, come la Francia.


- Cioè?
- Scendono in piazza paralizzando il Paese, non come noi italiani che non sappiamo scioperare. Se scioperano i distributori di carburante, è solo un esempio, noi anziché rinunciare all’auto per un giorno e dare un grave colpo alle compagnie, facciamo scorta. Non scalfiamo nulla degli interessi dello Stato con le accise né delle compagnie. Rimane tutto invariato.


- Pensi possa bastare?
- No, ma credo possa essere un buon punto di partenza.


- Anche nei confronti della classe politica e di tutto ciò di cui abbiamo parlato?
- Per la classe politica ci vorrebbe un colpo di spugna generale, cambiando tutti i protagonisti. In un sistema dove il cittadino abbia finalmente il potere.


- Questo è quello che ci auguriamo tutti. Come prima intervista credo possa bastare, alla prossima.
- Se l’Italia esisterà ancora.


Questa intervista è stata condotta ieri. Oggi pare che l'accusa per il poliziotto coinvolto nella morte di Gabriele sia mutata in omicidio volontario.

Non sono un giornalista, questa intervista non ha nessuna pretesa. E' solo un tentativo per capire cosa ne pensano i giovani.

Vi invito a parlare in giro con qualcuno di questi fatti. Sono pronto a scommentere che il nostro C. è in buona compagnia.

martedì, novembre 06, 2007

Addio ad Enzo Biagi



Addio ad una grande firma del giornalismo italiano.

martedì, settembre 11, 2007

mercoledì, febbraio 28, 2007

Ciao Giorgio

Si è spento oggi Giorgio Tosatti. Grande firma del giornalismo sportivo. Aveva 69 anni.

Io, 21enne, me lo ricordo sin da piccolo a commentare le partite. Quei personaggi a cui un po' ti affezioni.

Che riposi in pace, e una manifestazione di vicinanza alla famiglia.

mercoledì, dicembre 13, 2006

Sul caso Welby togliamoci i paraocchi, please.

In questi giorni si è tornato a parlare di eutanasia. Motivo ne è il caso Welby.

Piergiorgio Welby, malato di distrofia muscolare progressiva, ha chiesto al Presidente Napolitano, tramite una lettera, di poter morire. Infatti la malattia in questione non ha cure al momento e porta alla morte.

Voci, decisioni e opinioni di medici, uomini politici ecc. si rincorrono.

Naturalmente la Chiesa è contraria all’eutanasia. Gianfranco Fini si è espresso sulla questione dichiarando che la vita non è nelle mani dell’uomo ma di Dio. Cose giuste, legittime, che io peraltro condivido in pieno. Tranne che un dettaglio. Togliamo i paraocchi e iniziamo a distinguere tra eutanasia attiva e passiva.

Le posizioni vaticane o quelle del leader di AN (e mio futuro Premier) mi vanno benissimo quando parliamo di eutanasia attiva. Cioè di pratiche atte a procurare la morte di soggetti colti da malattie incurabili. Se di questo si parla, sono d’accordo a non legalizzare l’eutanasia. Sul caso Welby però, la prospettiva è, per usare un eufemismo, leggermente diversa.

Non si tratta di indurre la morte in un soggetto afflitto da una malattia incurabile, ma che, di per se, non conduce alla morte. Qua si tratta di un vero e proprio accanimento terapeutico. Concetto che per me va oltre il concetto di cura in quanto non lo è. E’ solo rinviare l’appuntamento con la morte. In condizione di sofferenze atroci, per giunta.

Il rifiuto di tale accanimento è la cosiddetta eutanasia passiva. In cui io non vedo onestamente una sostituzione umana nella volontà divina, l’unica a disporre della vita. Anzi, nell’accanimento terapeutico vedo una voglia della scienza di sostituirsi a Dio, tenendo in “vita” uomini altrimenti destinati alla morte. A queste pratiche sono contrario tanto quanto, forse, l’eutanasia propriamente detta e l’aborto.

Fini e quanti che come lui la pensano dovrebbero comprendere questo concetto.

Nessuno su questo blog sta chiedendo la legalizzazione della morte dolce, ma soltanto la presa di coscienza che permetta di valutare singolarmente e singolarmente decidere circa i casi di eutanasia passiva o rifiuto di accanimento terapeutico.

Upgrade - Ciao Giorgio, riposa in pace...

lunedì, dicembre 11, 2006

Ciao Alberto

Sabato sera sono rimasto di sasso quando ho saputo della morte di Alberto D'Aguanno.

Già, perchè per chi, come me segue il calcio da anni, la voce di Alberto era una di quelle familiari e la sua immagine dai vari stadi di calcio era spesso sullo scermo della tv degli appassionati di calcio.

Morire a 42 anni, lasciando moglie e 2 figli piccoli è sempre tragico. Quando si tratta poi di un personaggio noto, i cori di cordoglio si levano ovunque.

Però questo vuole essere solo un saluto a lui e un "coraggio" alla sua famiglia ma senza ipocrisia.

Ieri mi sono proprio urtato a leggere tutti i messaggi che gli spettatori mandavano a controcampo. Per tutti e dico tutti era il migliore, che magari è vero. E per tutti era anche un grande uomo, marito e padre. Ora questa ipocrisia stucchevole mi infastidisce e credo anche infastidisca la famiglia e gli amici. Perchè, passi per qualche conoscente, non credo che tutti conoscessero D'Aguanno nella vita privata.

Se dunque era un buon marito e padre, è comunque una cosa che gli fa onore. Ma ai fruitori del piccolo schermo consiglierei di giudicarne e ricordarne solo ciò che vedevano: cioè la passione e la professionalità. Che, comunque, non è poca cosa.

Ciao Alberto

PS: è morto anche Pinochet, però, onestamente un 91 enne per giunta ex dittatore, quando muore non mi lascia particolarmente dispiaciuto, ma neanche felice, ci mancherebbe... Non me ne vorrà lui e i cileni che lo piangono.

sabato, novembre 11, 2006

Onore ai caduti di Nassiriya

Ora e sempre onere ai caduti di Nassiriya di 3 anni fa.

CARABINIERI

- Domenico Intravaia, di 46 anni, di Monreale (Palermo), appuntato dei carabinieri, in servizio al Comando Provinciale di Palermo.
- Alfio Ragazzi, di 39 anni, maresciallo dei carabinieri in servizio al Reparto investigazioni Scientifiche (Ris) di Messina.
- Giovanni Cavallaro, di 47 anni, originario della provincia di Messina, da diversi anni residente a Nizza Monferrato (Asti), maresciallo dei carabinieri, in servizio al Comando provinciale di Asti.
- Daniele Ghione, di 30 anni, di Finale Ligure (Savona), carabiniere.
- Enzo Fregosi, di 56 anni, di Livorno, carabiniere.
- Alfonso Trincone, di 44 anni, carabiniere.
- Massimiliano Bruno, originario di Bologna e residente a Civitavecchia, carabiniere.
- Giuseppe Coletta, di 38 anni, originario di Avola (Siracusa) ma da tempo residente a San Vitaliano, in Campania, vicebrigadiere dei carabinieri, in servizio al Comando Provinciale di Castello d Cisterna (Napoli).
- Ivan Ghitti, di 30 anni, milanese, carabiniere.
- Orazio Majorana, di 29 anni, di Catania, carabiniere scelto, in servizio nel battaglione Laives-Leifers di Bolzano.
- Andrea Filippa, carabiniere.
- Filippo Merlino, 46 anni, originario di Sant' Arcangelo in provincia di Potenza. Sposato e con un figlio, aveva il grado di maresciallo e comandava la stazione di Viadana, in provincia di Mantova.

I MILITARI DELL'ESERCITO

- Massimo Ficuciello (figlio del generale Alberto Ficuciello), militare dell'Esercito.
- Silvio Olla, 32 anni, di Isola di Sant'Antioco (Cagliari), sottufficiale della Brigata Sassari.- Emanuele Ferraro, militare dell'Esercito.
- Alessandro Carrisi, militare dell'Esercito.

I CIVILI
- Marco Beci, 43 anni, originario di Pergola, nelle Marche, dove vivono la moglie e tre figli piccoli. Funzionario della cooperazione italiana.
- Stefano Rolla, 65 anni, aiuto regista in veste di produttore, che stava facendo i sopralluoghi per un documentario sulla missione di pace in Iraq

sabato, settembre 16, 2006

Ciao Oriana

Si è spenta 77 anni Oriana Fallaci. E' morta nella sua terra la "atea cristiana".

Non ho tanto da dire, non ho letto nessun suo libro, anche se lo voglio fare. Non entro nel merito delle sue idee. Dico solo che mancherà al giornalismo qualcuno come lei, che con coraggio e veemenza espone le proprie idee, anche se scomode e/o non condivisibili...

Frasi come questa: "Non voglio vedere questa moschea, è molto vicina alla mia casa in Toscana. Non voglio vedere un minareto di 24 metri nel paesaggio di Giotto, quando io nei loro paesi non posso neppure indossare una croce o portare una Bibbia. "

Frasi che col perbenismo ipocrita cerchiobottista che impera oggi sono difficili da mandare giù e magari si dirà che non possiamo fare come loro, se pensiamo che sbagliano. Giusto, ma chi ha paura di sentire una voce fuori dal coro? Non io... quindi Oriana ci mancherai

Intanto nei paesi islamici infuria la protesta contro le parole del Papa sull'Islam. Anche il New York Times si schiera con chi protesta. Stavolta più che esprimere un opinione faccio un appello. Datemi un link, qualcosa su cui leggere le parole del Papa che nel mio breve internet-tour non sono riuscito a trovare... Ne parlerò dopo essermi bene informato...

lunedì, settembre 11, 2006

Corone (sacro e profano, serio e faceto)

Corone di fiori a Ground Zero per la commemorazione del quinto anniversario della strage che ha cambiato il nostro mondo. Migliai di morti non si possono dimenticare e il Van der Blog pone simbolicamente una corona di fiori nello spazio lasciato vuoto dal crollo delle torri gemelle. Non per aggiungere o togliere qualcosa (mi è impossibile) ma solo per non dimenticare. Il mondo va avanti tra minacce di Al Qaeda e teorie complottiste degne di un romanzo di Dan Brown.

Sacro e profano, serio e faceto. (Parlando di "sacro" mi riferisco alla sacralità della vita umana, delle miglia di vite umane stroncate dal più grande attentato che la storia ricordi)

Ma si parla anche di profano e faceto e oggi non si poteva non parlare di calcio. Sono contento per la vittoria del Catania. Dopo 24 anni di campionati inferiori, esordisce (con un bravo tecnico anch'egli esordiente) con una vittoria nella massima serie, cosa mai accaduta. Il titolo, oltre che all'11 settembre, è dedicato al neoattaccante rossazzurro che con un gollasso ha fulminato il portiere cagliaritano. Poco importa se nel finale gli etnei hanno rischiato perchè i padroni di casa hanno colpito il palo, Pantanelli c'era e comunque i tre punti sono in saccoccia. Bravi ragazzi, bravo Mascara, che addirittura a ControCampo diritto di replica hanno definito "Giocatore che può essere utile in chiave nazionale".

Siccome va bene il campanilismo ma sono uno (dei pochi) che preferisce vedere vincente una squadra siciliana anziche una squadra di un altra regione (uniche eccezioni Milan-Messina, Messina-Milan, Palermo-Milan e Milan Palermo), sono moderantamente contento anche per la vittoria del Messina e per la bella vittoria del Palermo.

Il Milan, nonostante i vecchietti della difesa (Cafù che fulmina in velocità l'aitante Rocchi è dimostrazione di come la medicina geriatrica sia sviluppata) e l'assenza dell'attaccante più costante e quindi forte al mondo degli ultimi 10 anni (il mitico Shevchenko che non mi sento di apostrofare come "traditore"), ha battuto la Lazio. La Juve ha pareggiato in B, Rossi ha rosicchiato punti mondiali e idem Schumacher.

Grande weekend di sport insomma, ma macchiato da 2 cosucce.

1 - Che fine ha fatto il Curling?

2 - Che fine ha fatto il buon senso? *

*=vedi spiegazioni nei post seguenti...

giovedì, giugno 22, 2006

Che mi succede

Sarà il caldo. Sarà che sono immerso in dubbi amletici circa il mio lavoro. (Lo cambio e mi tuffo in una nuova avventura o mi tengo questo?). Ma proprio non mi va di parlare di politaica, almeno per oggi... Non me ne vorranno gli amici con cui ci scambiamo visite sui vari blog e che leggo sempre con passione ma... a parte il referendum per cui SI VOTA SI non mi va di parlare del Principe o della vallette rai o delle indagini di Borrelli. Gli esami di maturità li ho fatti già da mò e che la Kidman ridiventi cattolica non me ne frega niente.

Quindi dico solo un Forza Italia per la partita di questo pomeriggio....

Un altra cosa...

Oggi ero sul forum di Fabri Fibra (quello degli applausi) e c'era un topic in cui si chiedeva di fare delle parodie... non avevo nulla di meglio da fare che scrivere questa 4 stupidaggini... spero Dio mi perdoni per come spreco il mio tempo..... aaaaahhhhhhh.

Voglio una pausa.

E questa è la mia parodia...

Terrone che emigra-migra-migra-migra-migra
Terrone terrone terrone che emigra-migra-migra-migra-migra
Terrone che emigra-migra-migra-migra-migra
Terrone terrone terrone che emigra-migra-migra-migra-migra

Oh io non capisco perchè ma ogni periodo sento che qualche terrone si trasferisce su al nord ah aha ha aha ha ahaha aha ah


Io, mangiavo certe robette, sin da bambino
Magari per comprarle ci voleva qualche soldino
Non è mai passato un giorno senza pagare
Per qualcosina che vedevo e mi potesse attirare.
Guardando gli altri mi sembravano così lontani
Chiedendomi se a casa loro avessero i divani
L’ultima volta che mio padre ha fatto shopping con mia madre
Prese a calci un cassiere che gli stava per sparare
Il direttore del negozio chiese quanto fosse grave
Fatto sta che sproloquiando si misero a insultare
Non puoi sapere quante urla, non puoi capire quante grida
Comunque, sempre, lo stesso

Rit.

Ho fatto una festa troppe volte da ragazzino
Tutta quella roba in abbondanza nel mio giardino
Non avevamo affatto alcun problema salariale
Fino a quando mio padre fu mandato a lavare scale
Allora vai emigra-migra, l’hanno scorso che tristezza
Posso dire una sciocchezza, mi son trovato nella mondezza
E c’è stata una strada da seguire in qualche modo
che sfiga-sfiga, terrone migra.
Puoi sentire la mia storia e impararla a memoria
Ma è uno scandalo quando poi a sud la storia non migliora
Questo è l’hanno in cui emigra, “il terrone è la mia sigla”
Come me sono a migliaia, raga

Rit.

Ora se hai seguito il mio percorso e hai compreso il mio trascorso
Ora io vorrei un rimborso e ti spiego il perché
Ogni mattina col rimorso di vedere solo nebbia al corso
Invece di stare qui al concorso, torna in Sicilia con me
Non voglio questa vita, non voglio ricchi party
Io voglio la mia terra, a costo di lavare i piatti
Non domandarmi come passano i giorni e le notti
Abito vicino la residenza di Gerry Scotti
Cambio lavoro, cambio casa, torno in Sicilia
Cambio le amicizie ma che sfiga un…

Rit.

Bum bum ciak terrone bum bum ciak applausi per terrone che e emme i gi erre a
Bum bum ciak terrone bum bum ciak applausi per terrone che e emme i gi erre a
Bum bum ciak terrone bum bum ciak applausi per terrone che e emme i gi erre a
Bum bum ciak terrone bum bum ciak applausi per terrone che e emme i gi erre a

giovedì, giugno 08, 2006

Ciao Alessandro

Sono tempi duri. Alessandro Pibiri è un'altra vittima del terrorismo irakeno, e facciamo cordoglio. Tornerà a casa il caporalmaggiore, a Selargius (Cagliari), dove sarà sepolto.

Che Dio ti accolga

domenica, giugno 04, 2006

Frullato di pensieri

Quando non si scrive un post da troppo tempo si corre il rischio di avere tante cose da dire. Ora, siccome è da un bel po’ che non scrivo nulla, per cause diverse e concorrenti, sono alcune le cose su cui ho da dire qualcosa.

- Innanzitutto faccio i miei più sentiti auguri alla Repubblica Italiana per il suo 60esimo compleanno. Il 2 Giugno di 60 anni fa infatti il popolo italiano veniva chiamato alle urne per scegliere la forma di governo, monarchia o repubblica. Seppur con pochi voti di scarto e con non poche polemiche e zone grigie della vicenda, vinse la Repubblica.

- Fra pochissimo comincia il Campionato del Mondo di calcio e noi italiani siamo chiamati a sperare per qualcosa che sembra impossibile. Non solo il calcio “malato” che, a sentire Beckenbeuer (?), si ripercuoterà sulle prestazioni della nazionale azzurra, ma anche le ultime amichevoli contro elvetici e ucraini non è che lascino tanto ben sperare…

- Su qualche numero fa de “La Sicilia”, in prima pagina era riportata una notizia: ricordava che Rutelli nella campagna elettorale del 2001 a Messina aveva detto che il ponte sarebbe stato pronto per il 2012… non commento nemmeno…

- Anche se fatica ad arrivare nelle piazze alte della classifica, il rap italiano sembra conoscere una stagione davvero florida. Mondo Marcio, Caparezza, Fabri Fibra, Flaminio Maphia, Piotta… tutti in uscita o già usciti. Spero onestamente di vedere il rap salire in classifica insieme a tanto rock e scalzare pop, dance, latin, r’n’b USA… Già, saranno gusti personali, ma il rock (quello vero, non l’immondizia pop-rock) e il rap (specie italiano, perché sono innamorato del fatto di imparare le canzoni a memoria e analizzarne il contenuto) meritano di stare in alto. E auguro di renderci indipendenti dagli Usa ed avere una scena sia rock sia rap quantomeno paragonabile…

- Al cinema invece impazza l’Horror… 11:11, Silent Hill, The Breed, Omen – il presagio. Ma dico: che bisogno c’è di andare al cinema per spaventarsi… MA APRITE UN GIORNALE E ABBIATE DAVVERO PAURA.

- La settimana scorsa si è votato per le amministrative e come sempre ognuno dei 2 schieramenti si ritiene soddisfatto… qua in Sicilia ha vinto Totò “vasa vasa” Cuffaro. Certo, avrei preferito un altro candidato ma… se non altro il segnale positivo è che qua in Sicilia è ancora ben radicato il centro-destra. La cosa che mi da fastidio immenso è la gente di sinistra che dice… “ma certo, è che qua in Sicilia in maggioranza ci sono ignoranti…”. Saranno ignoranti anche a Milano… Invece i dotti risiedono a Napoli, Roma e Torino… Il dato che però risalta maggiormente è l’astensionismo. Forse gli italiani si sono stancati della politica? Mah, intanto la preoccupazione è per il referendum…

- Si parla spesso della forza di convincimento de “Il codice da Vinci”… a Trento, la settimana scorsa è avvenuto qualcosa che ha dell’incredibile. Un ragazzo ha lasciato la sua fidanzata perché aveva la colpa di essere cattolica praticante… il ragazzetto non se l’è sentita di continuare l’avventura amorosa con chi caldeggia le posizioni di chi nasconde, a tutti i costi, la verità da secoli… Cioè: o questo è scemo completamente o l’ha presa come scusa per rompere un rapporto che non gli andava bene.

Un pensiero va ai morti nel terremoto del sud-est asiatico…

Dopo avervi annoiato (utilizzando il plurale sono persino ottimista), vi auguro una buona notte e una buona domenica al fresco…..

lunedì, maggio 22, 2006

Tifosi fino alla fine

In un mondo del calcio malato, drogato, truccato c'è chi non perde la fede per la propria squadra. Gente che ha riposto tutta la propria passione nei confronti della propria squadra del cuore, nonostante le intercettazioni, nonostante tutto. E così 2 di loro sono morti per inseguire un sogno, vedere la propria squadra in serie A. Un pensiero ed un sentimento di commozione per i due conterranei miei che hanno perso la vita e un in bocca al lupo per i 2 in ospedale.

Incidente stradale: morti due tifosi CATANIA

Un gravissimo incidente stradale ha coinvolto nelle mattinate un'auto a bordo della quale viaggiavano quattro tifosi del Catania, partiti per seguire la squadra nella trasferta in campo neutro a Lecce contro il Catanzaro.
Due delle quattro persone coinvolte sono morte mentre le altre sono state soccorse ed accompagnate negli ospedali di Cosenza e Trebisacce. Il bilancio provvisorio parla di due vittime e due feriti gravi. Sono morti Carmelo Ligreci, 37 anni di Catania, e Fabio Seminara, 30 anni di Mascalucia, gravissime le condizioni del figlio di Ligreci, Fabrizio di 17 anni, e di Angelo Tricomi, 18 anni di Misterbianco.

I quattro viaggiavano su una Fiat Punto blu che, in una curva aperta, per una distrazione o per un colpo di sonno del conducente, avrebbe perso il controllo schiantandosi contro un albero sul bordo della carreggiata. L'incidente si è verificato intorno alle 7 del mattino sulla Ss 106, nei pressi di Roseto Capo Spulico, nel Cosentino tra Sibari e Trebisacce. I quattro sostenitori della squadra rossazzurra erano partiti da Catania in nottata. Sul luogo dell'incidente sono intervenuti gli agenti della polizia stradale di Trebisacce.

Il Calcio Catania, prima del match, attraverso il proprio sito internet ufficiale, ha espresso il cordoglio alle famiglie delle vittime. "Il Calcio Catania è vicino al dolore dei familiari - afferma il comunicato - e la formazione rossazzurra giocherà oggi con il lutto al braccio e prima del fischio di inizio verrà osservato un minuto di silenzio". "Il risveglio a Lecce è drammatico - continua la nota - è un colpo durissimo per tutti, un evento che lascia sgomenti. La vita, l' elemento più prezioso di ogni essere umano - affermano i vertici etnei - non può essere strappata e portata via per una partita di calcio. Non ci sono parole per commentare un evento così tragico e insensato".

da "La Sicilia" on line.

venerdì, maggio 05, 2006

Che Dio vi accolga

Ancora odore di morte, puzza. Un tanfo che in Iraq si materializza troppo spesso. Ancora dolore, ancora 2 nostri connazionali uccisi.

Un'altra tragedia per le forze militari italiane impegnate all'estero. Un'esplosione probabilmente causata da una mina ha colpito un convoglio italiano nella capitale dell'Afghanistan, Kabul, formato da due veicoli con a bordo 12 alpini. L'esplosione ha ucciso due dei militari italiani ferendone altri quattro. Le vittime sono il tenente Manuel Fiorito e il maresciallo Luca Polsinelli.

E ci sarà ancora strumentalizzazione, ancora risate al funerale, ancora pianto per una famiglia distrutta.

Ma non mi sento di commentare, ma solo di esprimere il mio dolore. Manuel, Luca, posso solo augurarvi che, mentre ancora potevate, abbiate scelto la Via giusta. Che Dio accolga le vostre anime.

giovedì, aprile 27, 2006

Delinquenti sieti contenti?

Dei delinquenti che hanno, ancora, gridato "10, 100, 1000 Nassiriya" ce ne ricordiamo tutti. Credo che ora si possano ritenere soddisfatti. Già perchè i loro omologhi Iracheni hanno ucciso, vilmente, altri 3 nostri ragazzi e un soldato rumeno; e c'è un'alltro nostro connazionale granvemente ferito.

Tre sono quindi le vittime nel contingente italiano: il capitano dell'esercito Nicola Ciardelli, del 185esimo battaglione dei paracadutisti di Livorno; il maresciallo capo dei carabinieri Franco Lattanzio, 38 anni di Pacentro (L'Aquila); e il maresciallo capo dei carabinieri Carlo de Trizio, 37 anni di Bisceglie (Bari) deceduto in ospedale. È rimasto gravemente ferito il maresciallo aiutante Enrico Frassinito, 41 anni, di Padova ma residente a Sommacampagna (Verona): ha riportato con ustioni su circa il 30% del corpo ma pare non in pericolo di vita. Nell'esplosione ha perso la vita anche un caporale della polizia militare rumena, Bogdan Hancu, di 28 anni.

Mi sembra stupido creare barricate anche in queste occasioni. Il dolore deve essere trasversale. Anche se qualche blogger che non merita citazione parla di lacrime di coccodrillo, non si perde l'occasione di buttare fango non solo sul centrodestra ma anche sul Presidente Ciampi.

Chi scandiva quello slogan, dopo 2 giorni divenuto così tristemente profetico, sarà felice adesso. Magari non completamente visto che Israele è ancora in piedi, ma sarà felice. Oltre al dolore questi delinquenti, sia i terroristi irakeni che i terroristi italiani, mettono in me una profonda rabbia. Evidentemente sono in buona compagnia a dire queste cose, tanto che il senatore a vita nonchè Presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga ha detto amaramente, "Milano chiama, Nassiriya risponde".

Ragazzi come noi che cadono, non in uno scontro, ma in un vile attentato terroristico. Uccisi da gente che è contro la vita, contro ogni alto valore e non solo contro l'occidente. Purtroppo sembriamo destinati a conviverci col terrorismo. Guai a farsi vincere dalla paura, ma riflettere sul dolore, beh quello è doveroso.

lunedì, aprile 03, 2006

Ciao Tommy

Ieri mattina ho appreso la notizia e non vi nascondo che ho provato una emozione forte, una rabbia per quello che è il crimine più terribile che si possa concepire.

Ciao Tommy, spero che i tuoi genitori siano credenti, perchè da par mio ti auguro, e sarà così, di goderti la vita li in paradiso, dove ti hanno spedito prematuramente.

lunedì, febbraio 20, 2006

Aviaria quando ti sento mi manca l'aria

Aviaria quando ti sento sai mi manca l'aria
Della Thailandia sei originaria
A cucinare pollo mamma è contraria
Disoccupati dall'estrazione più varia
Amadori è in crisi e pure Aia
Pollo impresentabile come Saya
C'è pure la sinistra rivoluzionaria
Che spera che Israele presto scompaia
Calderoli fa vergogna a tutta l'Italia
Per lui anche una pena pecuniaria
Morti e sofferenze anche in Libia
Senza scordare quel che accade in Nigeria
Ma non è tutta colpa della Padania
La resistenza non è sanguinaria
Come Ferrando dice, per me sbaglia
Anche lui fa parte di una sinistra varia
Che ci propina Caruso e anche Luxuria
Nemmeno nel programma è unitaria
“Qui non si vede il bene dell’Italia”
Non si sa nulla di una TAV necessaria
Sui PACS qualche manifestazione tumultuaria
Tanti sondaggi su un elezione straordinaria
Ma chi è la fazione commissoniaria?
In base a questo il risultato varia
Aspettiamo il 10 aprile senza ingiuria
La mortadella che il dente ci caria
Ci spiega il programma con dovizia
Dice e non dice, di idea c’è penuria
Meglio il contratto per antonomasia
Che un librone ricco in controversia
Berlusconi vinci, l’Italia sentenzia
La sinistra e il futuro che preannunzia
Non ci vanno, se esiste una giustizia.



E’ appena morto Luca Coscioni
E non fa rima, ma non importa
Un omaggio a chi con coraggio ha lottato
Mi sembrava in ogni modo dovuto